
I viaggiatori provenienti da paesi esenti da visto, come Stati Uniti, Regno Unito o Australia, dovranno presto pagare 20 € per visitare la Repubblica Ceca e altri 29 paesi europei, dopo che la Commissione Europea ha confermato la tariffa finale per il tanto atteso Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione per i Viaggi (ETIAS). Il quotidiano con sede a Praga, ‘Prague Morning’, riporta che il permesso elettronico sarà attivo entro la fine del 2026, con un periodo di tolleranza prima dell’entrata in vigore nel 2027.
ETIAS funziona in modo simile all’ESTA statunitense: i richiedenti compilano un modulo online, rispondono a domande di sicurezza e pagano la tariffa di 20 € (con carta di credito o portafoglio digitale). Le autorizzazioni consentono ingressi multipli fino a 90 giorni entro un periodo di 180 giorni e hanno validità di tre anni, o fino alla scadenza del passaporto, se precedente. I minori di 18 anni e gli over 70 sono esenti dal pagamento, ma devono comunque presentare la domanda.
Per gli hotel cechi, le conferenze e gli stabilimenti produttivi che dipendono da tecnici a breve termine, il sistema porta sia certezza che oneri amministrativi. ETIAS permetterà alle autorità di effettuare controlli di sicurezza avanzati prima dell’arrivo, riducendo le code all’aeroporto Václav Havel di Praga. Tuttavia, i team di mobilità dovranno aggiungere un ulteriore passaggio di conformità alle checklist pre-viaggio e prevedere la modesta tariffa nel budget delle spese di trasferta.
Poiché ETIAS sarà richiesto anche per brevi spostamenti transfrontalieri — ad esempio, dirigenti che volano da Londra-Heathrow a Praga per un singolo incontro — i portali aziendali per i viaggi dovrebbero integrare il link per la domanda e automatizzare i promemoria. La Commissione Europea assicura che il 95% delle domande sarà approvato automaticamente in pochi minuti; il restante 5% potrebbe richiedere fino a 30 giorni in caso di revisione manuale.
Sebbene i 20 € difficilmente scoraggeranno i turisti leisure, le associazioni di settore hanno sollecitato Bruxelles a lanciare una campagna informativa globale ben prima della data di attivazione. La mancata autorizzazione potrebbe comportare il rifiuto dell’imbarco da parte delle compagnie aeree o il diniego d’ingresso alle frontiere terrestri ceche, con le compagnie responsabili di sanzioni se trasportano passeggeri non conformi.
ETIAS funziona in modo simile all’ESTA statunitense: i richiedenti compilano un modulo online, rispondono a domande di sicurezza e pagano la tariffa di 20 € (con carta di credito o portafoglio digitale). Le autorizzazioni consentono ingressi multipli fino a 90 giorni entro un periodo di 180 giorni e hanno validità di tre anni, o fino alla scadenza del passaporto, se precedente. I minori di 18 anni e gli over 70 sono esenti dal pagamento, ma devono comunque presentare la domanda.
Per gli hotel cechi, le conferenze e gli stabilimenti produttivi che dipendono da tecnici a breve termine, il sistema porta sia certezza che oneri amministrativi. ETIAS permetterà alle autorità di effettuare controlli di sicurezza avanzati prima dell’arrivo, riducendo le code all’aeroporto Václav Havel di Praga. Tuttavia, i team di mobilità dovranno aggiungere un ulteriore passaggio di conformità alle checklist pre-viaggio e prevedere la modesta tariffa nel budget delle spese di trasferta.
Poiché ETIAS sarà richiesto anche per brevi spostamenti transfrontalieri — ad esempio, dirigenti che volano da Londra-Heathrow a Praga per un singolo incontro — i portali aziendali per i viaggi dovrebbero integrare il link per la domanda e automatizzare i promemoria. La Commissione Europea assicura che il 95% delle domande sarà approvato automaticamente in pochi minuti; il restante 5% potrebbe richiedere fino a 30 giorni in caso di revisione manuale.
Sebbene i 20 € difficilmente scoraggeranno i turisti leisure, le associazioni di settore hanno sollecitato Bruxelles a lanciare una campagna informativa globale ben prima della data di attivazione. La mancata autorizzazione potrebbe comportare il rifiuto dell’imbarco da parte delle compagnie aeree o il diniego d’ingresso alle frontiere terrestri ceche, con le compagnie responsabili di sanzioni se trasportano passeggeri non conformi.
Fonte: Prague Morning