
Le partenze per le vacanze dall'Aeroporto Václav Havel di Praga sono precipitate nel caos la mattina del 28 dicembre, quando il nuovissimo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea ha subito il suo primo grande crash. Un aggiornamento software di routine notturno non è stato caricato correttamente, bloccando tutti e 36 i chioschi biometrici che processano i cittadini di paesi terzi. Senza varchi elettronici di riserva certificati, la Polizia Straniera ceca è tornata alla timbratura manuale dei passaporti, quadruplicando immediatamente i tempi di elaborazione.
I voli a lungo raggio hanno subito le maggiori conseguenze: l’Etihad EY-62 per Abu Dhabi e il Korean Air KE-936 per Seoul hanno entrambi perso la finestra di partenza, scatenando un effetto domino di coincidenze mancate in tutta la rete Schengen. Airports Council International stima che le compagnie aeree abbiano perso oltre 180.000 euro in costi di riprotezione e alloggio durante il blocco di tre ore. I viaggiatori d’affari hanno segnalato code fino a quattro ore, mettendo a rischio incontri di alto valore programmati dopo l’arrivo.
Sebbene i residenti con visti di lungo soggiorno cechi siano esentati dalla registrazione EES, dirigenti in visita e lavoratori distaccati devono registrare i dati biometrici sia all’ingresso che all’uscita. I consulenti per i rischi di viaggio consigliano quindi alle aziende di aggiungere almeno un’ora extra a tutti gli itinerari in partenza da Praga fino a quando il sistema non si stabilizzerà. La direzione dell’aeroporto ha ordinato una revisione forense immediata da parte dell’agenzia UE eu-LISA e assumerà 60 “assistenti di frontiera” temporanei, oltre a installare 20 chioschi aggiuntivi in vista del picco di viaggi d’affari di fine gennaio.
Per ora, i responsabili della mobilità dovrebbero informare i viaggiatori di verificare attentamente la validità del visto, portare con sé prove stampate di biglietti di proseguimento e prenotazioni alberghiere, e presentarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza. Le piattaforme digitali per i visti che monitorano in tempo reale lo stato delle frontiere possono aiutare a segnalare requisiti in evoluzione ed evitare sorprese dell’ultimo minuto.
L’incidente evidenzia le difficoltà di adattamento mentre l’Europa passa alla gestione biometrica delle frontiere. Fino a quando l’affidabilità non migliorerà, le aziende con programmi di viaggio serrati potrebbero valutare di far transitare il personale attraverso hub vicini come Monaco o Vienna, dove la capacità di emergenza è maggiore.
I voli a lungo raggio hanno subito le maggiori conseguenze: l’Etihad EY-62 per Abu Dhabi e il Korean Air KE-936 per Seoul hanno entrambi perso la finestra di partenza, scatenando un effetto domino di coincidenze mancate in tutta la rete Schengen. Airports Council International stima che le compagnie aeree abbiano perso oltre 180.000 euro in costi di riprotezione e alloggio durante il blocco di tre ore. I viaggiatori d’affari hanno segnalato code fino a quattro ore, mettendo a rischio incontri di alto valore programmati dopo l’arrivo.
Sebbene i residenti con visti di lungo soggiorno cechi siano esentati dalla registrazione EES, dirigenti in visita e lavoratori distaccati devono registrare i dati biometrici sia all’ingresso che all’uscita. I consulenti per i rischi di viaggio consigliano quindi alle aziende di aggiungere almeno un’ora extra a tutti gli itinerari in partenza da Praga fino a quando il sistema non si stabilizzerà. La direzione dell’aeroporto ha ordinato una revisione forense immediata da parte dell’agenzia UE eu-LISA e assumerà 60 “assistenti di frontiera” temporanei, oltre a installare 20 chioschi aggiuntivi in vista del picco di viaggi d’affari di fine gennaio.
Per ora, i responsabili della mobilità dovrebbero informare i viaggiatori di verificare attentamente la validità del visto, portare con sé prove stampate di biglietti di proseguimento e prenotazioni alberghiere, e presentarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza. Le piattaforme digitali per i visti che monitorano in tempo reale lo stato delle frontiere possono aiutare a segnalare requisiti in evoluzione ed evitare sorprese dell’ultimo minuto.
L’incidente evidenzia le difficoltà di adattamento mentre l’Europa passa alla gestione biometrica delle frontiere. Fino a quando l’affidabilità non migliorerà, le aziende con programmi di viaggio serrati potrebbero valutare di far transitare il personale attraverso hub vicini come Monaco o Vienna, dove la capacità di emergenza è maggiore.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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