
Il Centro Antifrode della Polizia di Dubai ha lanciato l’allarme per un aumento di truffe che promettono visti di lavoro garantiti negli Emirati Arabi Uniti, ma al di fuori dei canali ufficiali. I truffatori, spesso attivi sui social media e tramite app di messaggistica, attirano i candidati con contratti di lavoro falsi e richieste di “tasse di elaborazione” anticipate.
In un avviso diffuso il 4 gennaio nell’ambito della campagna #AttentiAlleTruffe, le autorità hanno sottolineato che l’unica via legittima per ottenere un permesso di lavoro è tramite agenzie di reclutamento autorizzate o uno sponsor aziendale diretto, utilizzando le piattaforme del Ministero delle Risorse Umane e dell’Emirazione (MoHRE). Le vittime che pagano agenti fasulli rischiano di perdere migliaia di dirham e possono essere espulse per aver involontariamente fatto ingresso nel paese con documenti falsificati.
L’allerta arriva in un momento delicato: gennaio è tradizionalmente il periodo in cui molti candidati stranieri cercano di approfittare del ciclo di assunzioni post-festività negli Emirati. La polizia ha registrato un aumento del 27% dei casi di frode sui visti nel quarto trimestre del 2025, con perdite che variano da 1.500 a 25.000 AED per vittima.
I team di mobilità internazionale sono invitati a ricordare ai candidati che i permessi di ingresso negli UAE non vengono mai stampati su carta intestata bianca e che i link di pagamento ufficiali riportano sempre il dominio ICP o MoHRE. Le aziende che esternalizzano il reclutamento dovrebbero rafforzare i controlli di due diligence sulle agenzie terze e inserire una clausola antifrode nelle lettere di offerta.
In un avviso diffuso il 4 gennaio nell’ambito della campagna #AttentiAlleTruffe, le autorità hanno sottolineato che l’unica via legittima per ottenere un permesso di lavoro è tramite agenzie di reclutamento autorizzate o uno sponsor aziendale diretto, utilizzando le piattaforme del Ministero delle Risorse Umane e dell’Emirazione (MoHRE). Le vittime che pagano agenti fasulli rischiano di perdere migliaia di dirham e possono essere espulse per aver involontariamente fatto ingresso nel paese con documenti falsificati.
L’allerta arriva in un momento delicato: gennaio è tradizionalmente il periodo in cui molti candidati stranieri cercano di approfittare del ciclo di assunzioni post-festività negli Emirati. La polizia ha registrato un aumento del 27% dei casi di frode sui visti nel quarto trimestre del 2025, con perdite che variano da 1.500 a 25.000 AED per vittima.
I team di mobilità internazionale sono invitati a ricordare ai candidati che i permessi di ingresso negli UAE non vengono mai stampati su carta intestata bianca e che i link di pagamento ufficiali riportano sempre il dominio ICP o MoHRE. Le aziende che esternalizzano il reclutamento dovrebbero rafforzare i controlli di due diligence sulle agenzie terze e inserire una clausola antifrode nelle lettere di offerta.
Fonte: Gulf News
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