
Il Ministero degli Affari Esteri (MAE), il 5 gennaio 2026, ha consigliato ai cittadini indiani di posticipare tutti i viaggi non essenziali in Iran e ha esortato chi si trova già nel paese a esercitare “massima cautela, evitare le zone di protesta e registrarsi presso l’Ambasciata a Teheran.” L’avviso arriva dopo una settimana di manifestazioni in diverse città iraniane, scatenate dal crollo record del rial, che secondo i media locali hanno causato almeno dieci morti.
L’India conta oltre 5.000 cittadini che lavorano o studiano in Iran, principalmente nei settori petrolifero, petrolchimico, medico e degli studi religiosi, oltre a decine di migliaia di pellegrini che ogni anno transitano nel paese diretti alle città sacre dell’Iraq. L’avviso del MAE potrebbe interrompere i viaggi di lavoro in corso degli ingegneri indiani coinvolti nella Fase II del Porto di Chabahar e ritardare le spedizioni che richiedono ispezioni di qualità in loco.
I responsabili della mobilità aziendale raccomandano ai dipendenti inviati di partecipare a briefing sulla sicurezza, mantenere un profilo basso e verificare la copertura per l’evacuazione medica. Le compagnie aeree finora mantengono operativi i voli Delhi–Teheran, ma gli assicuratori avvertono che i premi delle polizze viaggio corporate per l’Iran potrebbero aumentare se le tensioni dovessero proseguire.
L’avviso riflette anche una maggiore sensibilità politica: Nuova Delhi sta bilanciando il suo investimento strategico nel Corridoio Internazionale Nord–Sud con la sicurezza dei propri cittadini. Un’escalation potrebbe portare l’India a sospendere temporaneamente il visto all’arrivo per gli iraniani, ripristinato lo scorso anno, con ripercussioni sui visitatori d’affari iraniani diretti ai poli farmaceutici di Mumbai, Hyderabad e Bengaluru.
Le aziende con progetti in Iran dovrebbero predisporre piani di emergenza, inclusi accordi per il lavoro da remoto o rotte alternative via Dubai o Muscat per il personale critico. Il MAE ha dichiarato che monitorerà “continuamente” la situazione e aggiornerà l’avviso di conseguenza.
L’India conta oltre 5.000 cittadini che lavorano o studiano in Iran, principalmente nei settori petrolifero, petrolchimico, medico e degli studi religiosi, oltre a decine di migliaia di pellegrini che ogni anno transitano nel paese diretti alle città sacre dell’Iraq. L’avviso del MAE potrebbe interrompere i viaggi di lavoro in corso degli ingegneri indiani coinvolti nella Fase II del Porto di Chabahar e ritardare le spedizioni che richiedono ispezioni di qualità in loco.
I responsabili della mobilità aziendale raccomandano ai dipendenti inviati di partecipare a briefing sulla sicurezza, mantenere un profilo basso e verificare la copertura per l’evacuazione medica. Le compagnie aeree finora mantengono operativi i voli Delhi–Teheran, ma gli assicuratori avvertono che i premi delle polizze viaggio corporate per l’Iran potrebbero aumentare se le tensioni dovessero proseguire.
L’avviso riflette anche una maggiore sensibilità politica: Nuova Delhi sta bilanciando il suo investimento strategico nel Corridoio Internazionale Nord–Sud con la sicurezza dei propri cittadini. Un’escalation potrebbe portare l’India a sospendere temporaneamente il visto all’arrivo per gli iraniani, ripristinato lo scorso anno, con ripercussioni sui visitatori d’affari iraniani diretti ai poli farmaceutici di Mumbai, Hyderabad e Bengaluru.
Le aziende con progetti in Iran dovrebbero predisporre piani di emergenza, inclusi accordi per il lavoro da remoto o rotte alternative via Dubai o Muscat per il personale critico. Il MAE ha dichiarato che monitorerà “continuamente” la situazione e aggiornerà l’avviso di conseguenza.
Fonte: The Economic Times
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