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L'Austria prolunga i controlli alle frontiere con quattro paesi confinanti fino al 15 giugno 2026

gen 12, 2026
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L'Austria prolunga i controlli alle frontiere con quattro paesi confinanti fino al 15 giugno 2026
Vienna ha prorogato i controlli temporanei dei passaporti alle sue frontiere terrestri con Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia per altri cinque mesi, fino al 15 giugno 2026. La decisione, comunicata a Bruxelles il 7 gennaio e pubblicata l’11 gennaio, estende una deroga alle normali regole di libera circolazione Schengen che l’Austria aveva reintrodotto il 16 dicembre 2025.

Il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha giustificato la proroga citando la persistente migrazione irregolare lungo la rotta dei Balcani occidentali, la capacità limitata dei centri di accoglienza e quella che ha definito una “situazione di minaccia terroristica elevata” legata ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Da metà dicembre, la polizia ha ripreso a ispezionare veicoli selezionati e autobus nei principali valichi come Nickelsdorf (Ungheria) e Spielfeld (Slovenia).

L'Austria prolunga i controlli alle frontiere con quattro paesi confinanti fino al 15 giugno 2026


Il ritorno dei controlli ha già avuto effetti economici tangibili. Le aziende di logistica segnalano code medie per il trasporto merci di 30-45 minuti, con conseguente riduzione delle pause obbligatorie per gli autisti e aumento dei costi per straordinari. Anche i viaggiatori d’affari hanno riscontrato tempi di attesa più lunghi, soprattutto nelle ore di punta mattutine, quando il traffico pendolare si sovrappone a quello dei camion.

Praticamente, i viaggiatori devono portare con sé passaporti o carte d’identità nazionali anche per spostamenti all’interno dell’area Schengen e prevedere tempi supplementari per prenotazioni di treni o navette. I datori di lavoro con lavoratori frontalieri consigliano al personale di avere a portata di mano una prova di impiego per evitare controlli secondari.

Secondo la normativa UE, i controlli alle frontiere interne possono essere rinnovati a blocchi di sei mesi, ma devono rimanere un’eccezione. La decisione di Vienna sarà quindi probabilmente oggetto di scrutinio quando i ministri dell’Interno dell’UE esamineranno la governance di Schengen a marzo. Per ora, però, i pianificatori della mobilità devono considerare che i controlli a campione — e i conseguenti ritardi — continueranno almeno fino al calendario estivo.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News

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