
Il numero di cittadini statunitensi che hanno richiesto protezione internazionale in Irlanda è passato da 22 nel 2024 a 94 nel 2025, secondo le nuove statistiche diffuse dal Dipartimento di Giustizia e riportate per la prima volta da The Irish Times. Sebbene il dato sia basso in termini assoluti, rappresenta un aumento costante negli ultimi tre anni. Le autorità non hanno rivelato quante domande siano state approvate, citando norme sulla riservatezza. (irishtimes.com)
Gli analisti attribuiscono questo aumento alla polarizzazione politica e alle paure di alcune minoranze dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. I sondaggi Gallup indicano che il 20% degli americani ora desidera emigrare definitivamente, il doppio rispetto al 2014.
Dal punto di vista operativo, la tendenza ha un impatto limitato sul sistema di asilo irlandese: i casi statunitensi sono considerati a basso rischio e vengono generalmente gestiti rapidamente. Tuttavia, sottolinea la portata globale del regime di protezione del Paese e potrebbe influenzare le discussioni bilaterali sui viaggi senza visto. Per le multinazionali, i dati suggeriscono un numero crescente di professionisti statunitensi interessati all’Irlanda per motivi di lavoro o sicurezza; infatti, 9.600 americani si sono trasferiti in Irlanda per motivi diversi dall’asilo nell’anno fino ad aprile 2025.
I consulenti per l’immigrazione osservano che i richiedenti statunitensi raramente soddisfano i criteri di persecuzione e spesso ritirano le domande una volta spiegate le alternative di visto (ascendenza, competenze critiche, start-up). Il Dipartimento di Giustizia non prevede modifiche alla lista dei “paesi di origine sicuri”, che include già gli Stati Uniti.
Tuttavia, questi dati alimentano il dibattito interno sulla capacità del sistema di accoglienza irlandese e potrebbero rafforzare le richieste di dare priorità ai percorsi di ingresso legati al mercato del lavoro rispetto all’asilo, quando possibile.
Gli analisti attribuiscono questo aumento alla polarizzazione politica e alle paure di alcune minoranze dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. I sondaggi Gallup indicano che il 20% degli americani ora desidera emigrare definitivamente, il doppio rispetto al 2014.
Dal punto di vista operativo, la tendenza ha un impatto limitato sul sistema di asilo irlandese: i casi statunitensi sono considerati a basso rischio e vengono generalmente gestiti rapidamente. Tuttavia, sottolinea la portata globale del regime di protezione del Paese e potrebbe influenzare le discussioni bilaterali sui viaggi senza visto. Per le multinazionali, i dati suggeriscono un numero crescente di professionisti statunitensi interessati all’Irlanda per motivi di lavoro o sicurezza; infatti, 9.600 americani si sono trasferiti in Irlanda per motivi diversi dall’asilo nell’anno fino ad aprile 2025.
I consulenti per l’immigrazione osservano che i richiedenti statunitensi raramente soddisfano i criteri di persecuzione e spesso ritirano le domande una volta spiegate le alternative di visto (ascendenza, competenze critiche, start-up). Il Dipartimento di Giustizia non prevede modifiche alla lista dei “paesi di origine sicuri”, che include già gli Stati Uniti.
Tuttavia, questi dati alimentano il dibattito interno sulla capacità del sistema di accoglienza irlandese e potrebbero rafforzare le richieste di dare priorità ai percorsi di ingresso legati al mercato del lavoro rispetto all’asilo, quando possibile.
Fonte: The Irish Times