
Il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato questa settimana la bozza del Disegno di Legge sulla Protezione Internazionale 2026, la più grande riforma del sistema di asilo irlandese degli ultimi vent’anni. Annunciata il 15 gennaio, la normativa recepisce elementi chiave del Patto UE su Migrazione e Asilo e promette decisioni “eque, ferme e rapide”. I tempi di elaborazione — attualmente mediamente 18 mesi per una decisione di primo grado — verrebbero ridotti a sei mesi grazie all’introduzione di un modello a procedura unica, controlli di ammissibilità più rigorosi al momento della domanda e un uso ampliato della tecnologia per colloqui a distanza. (gov.ie)
Una disposizione di rilievo vieta ai rifugiati appena riconosciuti di richiedere il ricongiungimento familiare per tre anni e impone la prova dell’autosufficienza economica. I ministri sostengono che la misura scoraggerà gli spostamenti secondari all’interno dell’UE e ridurrà la spesa annuale di 700 milioni di euro per l’accoglienza, ma le ONG avvertono che manterrà le famiglie separate e spingerà più persone verso uno status irregolare.
Per i datori di lavoro, il Disegno di Legge offre due vantaggi concreti. Primo, decisioni più rapide dovrebbero ridurre il numero di richiedenti in Direct Provision e facilitare l’ingresso più tempestivo dei rifugiati riconosciuti nel mercato del lavoro. Secondo, le nuove regole chiariscono che chi ha ricevuto un diniego di protezione ma possiede offerte di lavoro in settori con carenza di personale potrà passare direttamente a un Permesso di Lavoro, limitando la perdita di competenze e la burocrazia.
Una volta approvata, la legge istituirà un’Autorità per i Ricorsi in materia di Asilo con poteri quasi-giudiziari e un termine di 10 giorni per la presentazione dei ricorsi, allineando l’Irlanda ai tempi previsti dall’UE. Sarà inoltre obbligatoria la registrazione biometrica per tutti i richiedenti, aprendo la strada all’integrazione con il Sistema UE di Entrata/Uscita previsto per ottobre 2025.
Gli stakeholder hanno tempo fino al 28 febbraio per inviare osservazioni. Le aziende che si affidano a talenti internazionali dovrebbero valutare di sostenere misure che accelerino le decisioni, garantendo al contempo percorsi di integrazione, in particolare l’accesso al ricongiungimento familiare dopo il primo insediamento.
Una disposizione di rilievo vieta ai rifugiati appena riconosciuti di richiedere il ricongiungimento familiare per tre anni e impone la prova dell’autosufficienza economica. I ministri sostengono che la misura scoraggerà gli spostamenti secondari all’interno dell’UE e ridurrà la spesa annuale di 700 milioni di euro per l’accoglienza, ma le ONG avvertono che manterrà le famiglie separate e spingerà più persone verso uno status irregolare.
Per i datori di lavoro, il Disegno di Legge offre due vantaggi concreti. Primo, decisioni più rapide dovrebbero ridurre il numero di richiedenti in Direct Provision e facilitare l’ingresso più tempestivo dei rifugiati riconosciuti nel mercato del lavoro. Secondo, le nuove regole chiariscono che chi ha ricevuto un diniego di protezione ma possiede offerte di lavoro in settori con carenza di personale potrà passare direttamente a un Permesso di Lavoro, limitando la perdita di competenze e la burocrazia.
Una volta approvata, la legge istituirà un’Autorità per i Ricorsi in materia di Asilo con poteri quasi-giudiziari e un termine di 10 giorni per la presentazione dei ricorsi, allineando l’Irlanda ai tempi previsti dall’UE. Sarà inoltre obbligatoria la registrazione biometrica per tutti i richiedenti, aprendo la strada all’integrazione con il Sistema UE di Entrata/Uscita previsto per ottobre 2025.
Gli stakeholder hanno tempo fino al 28 febbraio per inviare osservazioni. Le aziende che si affidano a talenti internazionali dovrebbero valutare di sostenere misure che accelerino le decisioni, garantendo al contempo percorsi di integrazione, in particolare l’accesso al ricongiungimento familiare dopo il primo insediamento.