
Circa 170.000 ucraini fuggiti in Italia dopo l’invasione russa del 2022 hanno ricevuto una buona notizia questa settimana. Il Decreto-Legge 201/2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025 e confermato il 17 gennaio, consente ai titolari di permessi di soggiorno con “protezione speciale” di rinnovarli fino al 4 marzo 2027.
La misura allinea l’Italia alla Decisione del Consiglio UE 2025/1460, che ha prorogato la protezione temporanea per gli ucraini sfollati in tutti gli Stati membri.
Contesto e dettagli legali: lo status di protezione temporanea garantisce il diritto di vivere e lavorare in Italia, l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale e l’iscrizione scolastica per i figli. I permessi originari sarebbero scaduti a marzo 2026; l’estensione evita un’imminente crisi amministrativa e il rischio di perdita di talenti per le aziende che hanno assunto professionisti ucraini negli ultimi tre anni. I beneficiari devono presentare la richiesta di rinnovo entro i 60 giorni standard prima della scadenza; il mancato rispetto del termine può comportare la sospensione automatica dell’autorizzazione al lavoro.
Impatto sul mondo del lavoro: i datori di lavoro sono invitati a verificare le pratiche del personale ucraino con permessi rinnovabili e a prenotare tempestivamente gli appuntamenti in prefettura, dato che i posti saranno limitati. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero aggiornare i manuali per i dipendenti distaccati e rassicurare i lavoratori interessati sul mantenimento dell’iscrizione previdenziale e della residenza fiscale.
Programmi di integrazione: regioni come Lombardia ed Emilia-Romagna stanno ampliando i corsi di lingua italiana e riconoscendo i diplomi universitari ucraini per colmare le carenze croniche di competenze in ingegneria e IT. Le aziende che cofinanziano corsi di aggiornamento potrebbero ottenere accesso prioritario ai fondi regionali per la formazione.
Prossimi passi: il Ministero dell’Interno emetterà una circolare attuativa per chiarire se sarà necessario il rilievo biometrico. I datori di lavoro devono monitorare le indicazioni e prevedere un costo di circa 30 euro per il rilascio della nuova carta elettronica ad ogni rinnovo.
La misura allinea l’Italia alla Decisione del Consiglio UE 2025/1460, che ha prorogato la protezione temporanea per gli ucraini sfollati in tutti gli Stati membri.
Contesto e dettagli legali: lo status di protezione temporanea garantisce il diritto di vivere e lavorare in Italia, l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale e l’iscrizione scolastica per i figli. I permessi originari sarebbero scaduti a marzo 2026; l’estensione evita un’imminente crisi amministrativa e il rischio di perdita di talenti per le aziende che hanno assunto professionisti ucraini negli ultimi tre anni. I beneficiari devono presentare la richiesta di rinnovo entro i 60 giorni standard prima della scadenza; il mancato rispetto del termine può comportare la sospensione automatica dell’autorizzazione al lavoro.
Impatto sul mondo del lavoro: i datori di lavoro sono invitati a verificare le pratiche del personale ucraino con permessi rinnovabili e a prenotare tempestivamente gli appuntamenti in prefettura, dato che i posti saranno limitati. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero aggiornare i manuali per i dipendenti distaccati e rassicurare i lavoratori interessati sul mantenimento dell’iscrizione previdenziale e della residenza fiscale.
Programmi di integrazione: regioni come Lombardia ed Emilia-Romagna stanno ampliando i corsi di lingua italiana e riconoscendo i diplomi universitari ucraini per colmare le carenze croniche di competenze in ingegneria e IT. Le aziende che cofinanziano corsi di aggiornamento potrebbero ottenere accesso prioritario ai fondi regionali per la formazione.
Prossimi passi: il Ministero dell’Interno emetterà una circolare attuativa per chiarire se sarà necessario il rilievo biometrico. I datori di lavoro devono monitorare le indicazioni e prevedere un costo di circa 30 euro per il rilascio della nuova carta elettronica ad ogni rinnovo.
Fonte: VisaHQ
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