
I ministri del Turismo degli Emirati Arabi Uniti e dei cinque paesi vicini del Golfo hanno confermato che il tanto atteso visto turistico unificato del GCC—ora ufficialmente denominato “GCC Grand Tours”—entrerà nella fase pilota operativa nell’ultimo trimestre del 2026. Dopo gli incontri a Riyadh e Manama, il Ministro dell’Economia degli UAE, Abdulla bin Touq Al Marri, ha dichiarato che il blocco ha concordato specifiche tecniche, standard biometrici e un portale digitale unico che permetterà ai visitatori internazionali e ai residenti del GCC di muoversi liberamente tra Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrain, Kuwait e Oman con un’unica autorizzazione invece di sei visti separati.
La fase pilota partirà con un corridoio tra due paesi, Emirati Arabi Uniti e Bahrain, per testare la condivisione dati in tempo reale, la validazione tramite QR code ai varchi intelligenti e l’integrazione dei controlli sulle permanenze oltre il limite consentito. I funzionari spiegano che il lancio più ampio è stato posticipato dalla fine del 2025 per garantire la piena interoperabilità delle banche dati di frontiera e l’installazione di chioschi biometrici di nuova generazione in hub principali come l’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) e quello King Khalid di Riyadh.
Secondo la bozza delle tariffe, il visto multiplo dovrebbe costare tra i 100 e i 150 dollari USA e consentire soggiorni da 30 a 90 giorni. I tempi di elaborazione delle domande sono stimati tra i tre e i sette giorni, con le approvazioni inviate elettronicamente via email al viaggiatore. Il portale centralizzato sarà simile alla piattaforma Hayya del Qatar, offrendo pagamenti integrati, monitoraggio dello stato della domanda e opzioni aggiuntive come i biglietti ferroviari inter-GCC, una volta che il primo tratto della ferrovia trans-Golfo sarà operativo nel 2027.
Per le multinazionali con sede negli UAE, questa novità rappresenta una svolta. I direttori HR regionali potranno organizzare roadshow multi-mercato senza dover gestire sei diversi regolamenti di ingresso, mentre le aziende di logistica vedono l’opportunità di semplificare la documentazione per gli autisti transfrontalieri. Anche le agenzie di viaggio prevedono una maggiore domanda per pacchetti “grand tour” che combinano conferenze a Dubai con siti storici in Arabia Saudita e resort eco-sostenibili in Oman. Gli analisti di Colliers stimano che il visto potrebbe aumentare del 25% i flussi turistici intra-GCC nel primo anno completo di operatività. L’iniziativa fa parte di una strategia più ampia per diversificare le economie del Golfo, puntando a catturare una quota maggiore dei 280 milioni di turisti internazionali a lungo raggio che attualmente dividono i loro viaggi tra Europa e Asia.
La fase pilota partirà con un corridoio tra due paesi, Emirati Arabi Uniti e Bahrain, per testare la condivisione dati in tempo reale, la validazione tramite QR code ai varchi intelligenti e l’integrazione dei controlli sulle permanenze oltre il limite consentito. I funzionari spiegano che il lancio più ampio è stato posticipato dalla fine del 2025 per garantire la piena interoperabilità delle banche dati di frontiera e l’installazione di chioschi biometrici di nuova generazione in hub principali come l’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) e quello King Khalid di Riyadh.
Secondo la bozza delle tariffe, il visto multiplo dovrebbe costare tra i 100 e i 150 dollari USA e consentire soggiorni da 30 a 90 giorni. I tempi di elaborazione delle domande sono stimati tra i tre e i sette giorni, con le approvazioni inviate elettronicamente via email al viaggiatore. Il portale centralizzato sarà simile alla piattaforma Hayya del Qatar, offrendo pagamenti integrati, monitoraggio dello stato della domanda e opzioni aggiuntive come i biglietti ferroviari inter-GCC, una volta che il primo tratto della ferrovia trans-Golfo sarà operativo nel 2027.
Per le multinazionali con sede negli UAE, questa novità rappresenta una svolta. I direttori HR regionali potranno organizzare roadshow multi-mercato senza dover gestire sei diversi regolamenti di ingresso, mentre le aziende di logistica vedono l’opportunità di semplificare la documentazione per gli autisti transfrontalieri. Anche le agenzie di viaggio prevedono una maggiore domanda per pacchetti “grand tour” che combinano conferenze a Dubai con siti storici in Arabia Saudita e resort eco-sostenibili in Oman. Gli analisti di Colliers stimano che il visto potrebbe aumentare del 25% i flussi turistici intra-GCC nel primo anno completo di operatività. L’iniziativa fa parte di una strategia più ampia per diversificare le economie del Golfo, puntando a catturare una quota maggiore dei 280 milioni di turisti internazionali a lungo raggio che attualmente dividono i loro viaggi tra Europa e Asia.
Fonte: Hotel & Catering
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