
I ministri del lavoro di 17 paesi asiatici di origine e dei sei stati riceventi del GCC hanno concluso l’8° Dialogo di Abu Dhabi (ADD) a Dubai con un ambizioso piano per rivoluzionare la mobilità transfrontaliera dei lavoratori. Il comunicato finale, pubblicato il 2 febbraio 2026, dà priorità all’uso dell’intelligenza artificiale, dei profili digitali dei lavoratori e dei sistemi di ispezione intelligenti per abbinare competenze e domanda e contrastare il reclutamento illegale.
Secondo la nuova roadmap per il ciclo 2026-2027, gli stati membri sperimenteranno portafogli digitali interoperabili per le credenziali, così i datori di lavoro negli Emirati Arabi Uniti potranno verificare in tempo reale le qualifiche di un elettricista rilasciate in Nepal o nelle Filippine. I piani includono anche piattaforme di e-ispezione basate sul rischio che analizzano i dati delle buste paga per individuare potenziali furti salariali prima delle ispezioni, e uno studio congiunto sull’utilizzo delle rimesse dei migranti come capitale per lo sviluppo nei paesi di origine.
Gli Emirati Arabi Uniti, che ospitano la segreteria permanente dell’ADD, hanno dichiarato che l’iniziativa è in linea con la loro strategia economica di passare da lavori edili a basso salario a ruoli “ad alta intensità di conoscenza e nell’economia verde”. L’Oman ha passato la presidenza alle Filippine, segnalando una voce più forte per i paesi di origine nel definire standard etici per il reclutamento.
Per i datori di lavoro del Golfo, le riforme promettono un’assunzione più rapida e senza carta dei lavoratori stranieri e regole più chiare sul riconoscimento delle competenze. I team HR dovranno integrarsi con i nuovi database di certificazione, ma potranno risparmiare settimane di tempo di elaborazione una volta che i sistemi saranno operativi. I governi dei paesi di origine, invece, prevedono commissioni di collocamento più basse e migliori meccanismi di tutela per i loro cittadini che lavorano negli Emirati e nel GCC.
Secondo la nuova roadmap per il ciclo 2026-2027, gli stati membri sperimenteranno portafogli digitali interoperabili per le credenziali, così i datori di lavoro negli Emirati Arabi Uniti potranno verificare in tempo reale le qualifiche di un elettricista rilasciate in Nepal o nelle Filippine. I piani includono anche piattaforme di e-ispezione basate sul rischio che analizzano i dati delle buste paga per individuare potenziali furti salariali prima delle ispezioni, e uno studio congiunto sull’utilizzo delle rimesse dei migranti come capitale per lo sviluppo nei paesi di origine.
Gli Emirati Arabi Uniti, che ospitano la segreteria permanente dell’ADD, hanno dichiarato che l’iniziativa è in linea con la loro strategia economica di passare da lavori edili a basso salario a ruoli “ad alta intensità di conoscenza e nell’economia verde”. L’Oman ha passato la presidenza alle Filippine, segnalando una voce più forte per i paesi di origine nel definire standard etici per il reclutamento.
Per i datori di lavoro del Golfo, le riforme promettono un’assunzione più rapida e senza carta dei lavoratori stranieri e regole più chiare sul riconoscimento delle competenze. I team HR dovranno integrarsi con i nuovi database di certificazione, ma potranno risparmiare settimane di tempo di elaborazione una volta che i sistemi saranno operativi. I governi dei paesi di origine, invece, prevedono commissioni di collocamento più basse e migliori meccanismi di tutela per i loro cittadini che lavorano negli Emirati e nel GCC.
Fonte: WAM via Big News Network
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