
Il Ministero degli Affari Esteri (MEA) ha ribadito il 6 febbraio la sua raccomandazione ai cittadini indiani di posticipare i viaggi non essenziali in Iran, a causa delle crescenti proteste antigovernative e del forte calo del rial iraniano. L’avviso, diffuso tramite l’account X del MEA e rilanciato dall’Ambasciata indiana a Teheran, invita inoltre i residenti indiani in Iran a registrarsi presso la missione diplomatica, evitare le zone di manifestazione e seguire i canali ufficiali per aggiornamenti.
Sebbene finora non siano stati segnalati cittadini indiani coinvolti, l’allerta di Nuova Delhi riflette le crescenti preoccupazioni per episodi di violenza sporadica, blackout internet e arresti arbitrari. Le compagnie di assicurazione viaggio hanno iniziato a classificare l’Iran come zona “vietata ai viaggi”, limitando la copertura per evacuazioni mediche e aumentando i premi per le aziende con progetti nei settori energetico e infrastrutturale.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’avviso ha implicazioni immediate: il personale in attesa di visto deve rivedere i tempi di partenza, mentre chi è già sul posto deve garantire check-in quotidiani e aggiornare i piani di evacuazione. Le compagnie aeree che operano sullo spazio aereo iraniano — tra cui diverse indiane su rotte verso la regione CSI — monitorano i NOTAM per possibili deviazioni che potrebbero allungare i tempi di volo e aumentare i costi del carburante.
L’avviso arriva a meno di tre mesi dalla sospensione, da parte dell’Iran, del programma di esenzione dal visto per i turisti indiani, dopo una serie di rapimenti legati a frodi lavorative. Gli esperti del settore sottolineano come il mutato profilo di rischio evidenzi la necessità di strumenti efficaci per il tracciamento dei viaggiatori e protocolli chiari di duty of care quando si inviano dipendenti in aree politicamente instabili.
Le aziende con viaggi inevitabili in Iran devono assicurarsi che il personale abbia copie del passaporto, SIM locali e numeri di contatto dell’ambasciata salvati. È fortemente consigliata l’iscrizione a servizi di evacuazione medica e di sicurezza, spesso trascurati nei viaggi di lavoro brevi.
Sebbene finora non siano stati segnalati cittadini indiani coinvolti, l’allerta di Nuova Delhi riflette le crescenti preoccupazioni per episodi di violenza sporadica, blackout internet e arresti arbitrari. Le compagnie di assicurazione viaggio hanno iniziato a classificare l’Iran come zona “vietata ai viaggi”, limitando la copertura per evacuazioni mediche e aumentando i premi per le aziende con progetti nei settori energetico e infrastrutturale.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’avviso ha implicazioni immediate: il personale in attesa di visto deve rivedere i tempi di partenza, mentre chi è già sul posto deve garantire check-in quotidiani e aggiornare i piani di evacuazione. Le compagnie aeree che operano sullo spazio aereo iraniano — tra cui diverse indiane su rotte verso la regione CSI — monitorano i NOTAM per possibili deviazioni che potrebbero allungare i tempi di volo e aumentare i costi del carburante.
L’avviso arriva a meno di tre mesi dalla sospensione, da parte dell’Iran, del programma di esenzione dal visto per i turisti indiani, dopo una serie di rapimenti legati a frodi lavorative. Gli esperti del settore sottolineano come il mutato profilo di rischio evidenzi la necessità di strumenti efficaci per il tracciamento dei viaggiatori e protocolli chiari di duty of care quando si inviano dipendenti in aree politicamente instabili.
Le aziende con viaggi inevitabili in Iran devono assicurarsi che il personale abbia copie del passaporto, SIM locali e numeri di contatto dell’ambasciata salvati. È fortemente consigliata l’iscrizione a servizi di evacuazione medica e di sicurezza, spesso trascurati nei viaggi di lavoro brevi.
Fonte: IANS Live
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