
A soli quattro anni dal successo dei Giochi Estivi di Parigi, il progetto per le Olimpiadi Invernali 2030 in Francia è in crisi. L’11 febbraio il comitato organizzatore ha confermato le dimissioni del direttore generale Cyril Linette, ammettendo “disaccordi insanabili” con il presidente Edgar Grospiron, ex campione di freestyle nominato solo lo scorso anno. Queste partenze seguono una serie di uscite di dirigenti di alto livello e hanno spinto la Commissione Cultura del Senato a convocare gli organizzatori per un’audizione il 25 febbraio. (washingtonpost.com)
Il vuoto di governance arriva in un momento delicato: solo la scorsa settimana il Parlamento ha approvato un disegno di legge sui Giochi che concede poteri di pianificazione accelerata e deroghe al commercio domenicale, mentre le sedi devono essere definite entro giugno. Aziende di traslochi, fornitori di servizi di ospitalità e appaltatori hanno già aperto i bandi basandosi su tempistiche provvisorie; ulteriori ritardi potrebbero compromettere i piani di assunzione per migliaia di lavoratori stagionali e volontari.
A differenza di Parigi 2024, l’evento del 2030 sarà geograficamente disperso, collegando le località alpine per gli sport sulla neve con quelle della Riviera per gli sport su ghiaccio, e forse anche Paesi Bassi o Italia per il pattinaggio di velocità. Questo mosaico dipende da collegamenti ferroviari, stradali e aerei efficienti, oltre a misure temporanee di sicurezza alle frontiere simili a quelle adottate durante Euro 2016 e la Coppa del Mondo di Rugby. Qualsiasi disorganizzazione rischia di causare acquisti dell’ultimo minuto, aumentando i costi degli alloggi e limitando i programmi di ospitalità aziendale.
I responsabili della mobilità con clienti nei settori costruzione, media e servizi sportivi dovrebbero monitorare con attenzione le riunioni del consiglio di febbraio e marzo. Ritardi nella conferma dei siti per l’alloggio della forza lavoro potrebbero influire sui tempi per i permessi di lavoro, mentre una crisi prolungata potrebbe spingere il ministero dell’Interno a estendere i controlli alle frontiere Schengen oltre la scadenza attuale di ottobre 2026.
Il vuoto di governance arriva in un momento delicato: solo la scorsa settimana il Parlamento ha approvato un disegno di legge sui Giochi che concede poteri di pianificazione accelerata e deroghe al commercio domenicale, mentre le sedi devono essere definite entro giugno. Aziende di traslochi, fornitori di servizi di ospitalità e appaltatori hanno già aperto i bandi basandosi su tempistiche provvisorie; ulteriori ritardi potrebbero compromettere i piani di assunzione per migliaia di lavoratori stagionali e volontari.
A differenza di Parigi 2024, l’evento del 2030 sarà geograficamente disperso, collegando le località alpine per gli sport sulla neve con quelle della Riviera per gli sport su ghiaccio, e forse anche Paesi Bassi o Italia per il pattinaggio di velocità. Questo mosaico dipende da collegamenti ferroviari, stradali e aerei efficienti, oltre a misure temporanee di sicurezza alle frontiere simili a quelle adottate durante Euro 2016 e la Coppa del Mondo di Rugby. Qualsiasi disorganizzazione rischia di causare acquisti dell’ultimo minuto, aumentando i costi degli alloggi e limitando i programmi di ospitalità aziendale.
I responsabili della mobilità con clienti nei settori costruzione, media e servizi sportivi dovrebbero monitorare con attenzione le riunioni del consiglio di febbraio e marzo. Ritardi nella conferma dei siti per l’alloggio della forza lavoro potrebbero influire sui tempi per i permessi di lavoro, mentre una crisi prolungata potrebbe spingere il ministero dell’Interno a estendere i controlli alle frontiere Schengen oltre la scadenza attuale di ottobre 2026.
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