
La Francia si è svegliata lunedì 9 febbraio 2026 con gravi disagi nel trasporto aereo, a causa del secondo e più intenso giorno di uno sciopero nazionale di due giorni dei controllori del traffico aereo. La Direction générale de l’aviation civile (DGAC) ha chiesto alle compagnie aeree di cancellare ulteriori voli da Parigi-Orly e Marsiglia-Provenza, dopo il fallimento delle trattative nel weekend con i tre principali sindacati (SNCTA, UNSA-ICNA e USAC-CGT).
Entro metà mattina lo sciopero aveva già causato la cancellazione di circa 180 voli e ritardi medi superiori a un’ora a Orly, Tolosa-Blagnac e Bordeaux-Mérignac, con Marsiglia che registrava ritardi fino a due ore. Le operazioni a lungo raggio a Parigi-Charles-de-Gaulle sono state salvate solo grazie al riposizionamento del personale di supervisione in postazioni radar critiche.
La controversia riguarda una riforma di lungo corso della pianificazione del personale, volta a consolidare i centri di controllo di avvicinamento e a trasferire centinaia di posizioni a una nuova torre digitale a Tolosa. I sindacati sostengono che la ristrutturazione compromette la sicurezza e sovraccarica organici già ridotti; la DGAC replica che l’automazione e i pensionamenti imminenti rendono la riforma inevitabile. Le trattative sono state altalenanti per mesi, ma sono naufragate giovedì scorso quando il ministero ha respinto le richieste di una moratoria biennale sulle assunzioni e di un aumento salariale indicizzato all’inflazione.
Per il mondo del business travel il tempismo è critico: domani apre la Paris Fashion Week Men’s e le multinazionali segnalano che i dirigenti senior vengono dirottati via Bruxelles o Zurigo prima di proseguire in treno ad alta velocità verso la Francia. Anche i spedizionieri sono in allarme: lo sciopero coincide con il picco della stagione di esportazione di prodotti freschi francesi, e gli operatori di merci deperibili a Orly avvertono che ritardi prolungati potrebbero costringerli a deviare i carichi verso aeroporti spagnoli e olandesi.
I responsabili della mobilità aziendale devono attivare subito piani di emergenza. La DGAC avverte che ulteriori cancellazioni sono possibili fino alle 05:00 CET di martedì e consiglia ai passeggeri di controllare le app delle compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto. I dipendenti con impegni inderogabili potrebbero essere riprenotati su treni o invitati a posticipare la partenza; le aziende dovrebbero ricordare che il Regolamento UE 261 non prevede compensazioni per cancellazioni causate da scioperi del controllo del traffico aereo. Sul lungo termine, l’episodio evidenzia l’importanza di mantenere accordi con più fornitori aerei e di avere a disposizione itinerari ferroviari pre-approvati per spostamenti intra-europei.
Sebbene lo sciopero sia previsto terminare lunedì sera, i sindacati hanno già presentato un preavviso di sette giorni per un possibile sciopero di follow-up durante il traffico intenso di Pasqua, se le trattative restassero bloccate. I team di mobilità devono quindi monitorare i comunicati della DGAC e prevedere una volatilità continua nello spazio aereo francese nel prossimo trimestre.
Entro metà mattina lo sciopero aveva già causato la cancellazione di circa 180 voli e ritardi medi superiori a un’ora a Orly, Tolosa-Blagnac e Bordeaux-Mérignac, con Marsiglia che registrava ritardi fino a due ore. Le operazioni a lungo raggio a Parigi-Charles-de-Gaulle sono state salvate solo grazie al riposizionamento del personale di supervisione in postazioni radar critiche.
La controversia riguarda una riforma di lungo corso della pianificazione del personale, volta a consolidare i centri di controllo di avvicinamento e a trasferire centinaia di posizioni a una nuova torre digitale a Tolosa. I sindacati sostengono che la ristrutturazione compromette la sicurezza e sovraccarica organici già ridotti; la DGAC replica che l’automazione e i pensionamenti imminenti rendono la riforma inevitabile. Le trattative sono state altalenanti per mesi, ma sono naufragate giovedì scorso quando il ministero ha respinto le richieste di una moratoria biennale sulle assunzioni e di un aumento salariale indicizzato all’inflazione.
Per il mondo del business travel il tempismo è critico: domani apre la Paris Fashion Week Men’s e le multinazionali segnalano che i dirigenti senior vengono dirottati via Bruxelles o Zurigo prima di proseguire in treno ad alta velocità verso la Francia. Anche i spedizionieri sono in allarme: lo sciopero coincide con il picco della stagione di esportazione di prodotti freschi francesi, e gli operatori di merci deperibili a Orly avvertono che ritardi prolungati potrebbero costringerli a deviare i carichi verso aeroporti spagnoli e olandesi.
I responsabili della mobilità aziendale devono attivare subito piani di emergenza. La DGAC avverte che ulteriori cancellazioni sono possibili fino alle 05:00 CET di martedì e consiglia ai passeggeri di controllare le app delle compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto. I dipendenti con impegni inderogabili potrebbero essere riprenotati su treni o invitati a posticipare la partenza; le aziende dovrebbero ricordare che il Regolamento UE 261 non prevede compensazioni per cancellazioni causate da scioperi del controllo del traffico aereo. Sul lungo termine, l’episodio evidenzia l’importanza di mantenere accordi con più fornitori aerei e di avere a disposizione itinerari ferroviari pre-approvati per spostamenti intra-europei.
Sebbene lo sciopero sia previsto terminare lunedì sera, i sindacati hanno già presentato un preavviso di sette giorni per un possibile sciopero di follow-up durante il traffico intenso di Pasqua, se le trattative restassero bloccate. I team di mobilità devono quindi monitorare i comunicati della DGAC e prevedere una volatilità continua nello spazio aereo francese nel prossimo trimestre.
Fonte: The Gulf Time/Bloomberg