
Airlines for Europe (A4E), Airports Council International Europe (ACI) e International Air Transport Association (IATA) hanno lanciato l’allarme in una lettera congiunta diffusa l’11 febbraio. I gruppi segnalano che il nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) — che sostituisce il timbro sul passaporto con la rilevazione obbligatoria di impronte digitali e riconoscimento facciale per tutti i cittadini non UE — ha già causato attese di due ore a Parigi-Charles-de-Gaulle, Orly, Nizza e al terminal Eurostar. Dal 10 aprile terminerà il periodo “light-touch” a fasi e il 100% dei viaggiatori dovrà essere registrato. Senza una flessibilità urgente, avvertono, le code potrebbero superare le quattro ore nei momenti di picco estivo. (m.economictimes.com)
Gli aeroporti attribuiscono la situazione a una tempesta perfetta di carenza cronica di personale, problemi iniziali con i nuovi chioschi e mancanza di spazio per gestire le prime registrazioni. Il ministero dell’Interno francese assicura che dal 2024 sono stati creati 2.000 posti aggiuntivi per la polizia di frontiera, ma i sindacati sostengono che solo la metà è coperta e molti agenti sono ancora in formazione sull’uso delle nuove apparecchiature. I gruppi di viaggi d’affari temono che i ritardi a Parigi si ripercuotano sull’intera rete aerea Schengen, mettendo a rischio itinerari serrati e incontri nello stesso giorno.
Le associazioni di settore chiedono alla Commissione Europea di concedere agli Stati membri la possibilità di “sospendere parzialmente o totalmente” il sistema tra giugno e ottobre, replicando le deroghe adottate da alcuni aeroporti francesi durante le Olimpiadi 2024. Propongono inoltre un piano di comunicazione comune per far sì che i viaggiatori si preregistrino tramite la prossima app mobile dell’UE, accelerando così il primo utilizzo dei varchi. La Commissione non ha ancora risposto, ma fonti interne riferiscono che qualsiasi deroga generale richiederebbe l’unanimità dei 27 Stati Schengen.
Per i responsabili della mobilità il consiglio è chiaro: prevedere tempi extra negli itinerari che coinvolgono la Francia quest’estate, informare i viaggiatori sulla rilevazione biometrica e valutare rotte alternative attraverso hub con volumi di registrazione inferiori come Lione o Bordeaux, fino a stabilizzazione del sistema. Le aziende con viaggiatori frequenti dovrebbero monitorare da vicino il progetto pilota di “pre-registrazione” previsto a Parigi CDG, che potrebbe ridurre i tempi di controllo a meno di due minuti una volta attivo.
Gli aeroporti attribuiscono la situazione a una tempesta perfetta di carenza cronica di personale, problemi iniziali con i nuovi chioschi e mancanza di spazio per gestire le prime registrazioni. Il ministero dell’Interno francese assicura che dal 2024 sono stati creati 2.000 posti aggiuntivi per la polizia di frontiera, ma i sindacati sostengono che solo la metà è coperta e molti agenti sono ancora in formazione sull’uso delle nuove apparecchiature. I gruppi di viaggi d’affari temono che i ritardi a Parigi si ripercuotano sull’intera rete aerea Schengen, mettendo a rischio itinerari serrati e incontri nello stesso giorno.
Le associazioni di settore chiedono alla Commissione Europea di concedere agli Stati membri la possibilità di “sospendere parzialmente o totalmente” il sistema tra giugno e ottobre, replicando le deroghe adottate da alcuni aeroporti francesi durante le Olimpiadi 2024. Propongono inoltre un piano di comunicazione comune per far sì che i viaggiatori si preregistrino tramite la prossima app mobile dell’UE, accelerando così il primo utilizzo dei varchi. La Commissione non ha ancora risposto, ma fonti interne riferiscono che qualsiasi deroga generale richiederebbe l’unanimità dei 27 Stati Schengen.
Per i responsabili della mobilità il consiglio è chiaro: prevedere tempi extra negli itinerari che coinvolgono la Francia quest’estate, informare i viaggiatori sulla rilevazione biometrica e valutare rotte alternative attraverso hub con volumi di registrazione inferiori come Lione o Bordeaux, fino a stabilizzazione del sistema. Le aziende con viaggiatori frequenti dovrebbero monitorare da vicino il progetto pilota di “pre-registrazione” previsto a Parigi CDG, che potrebbe ridurre i tempi di controllo a meno di due minuti una volta attivo.
Fonte: AFP via The Economic Times
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