
Brasile e India hanno rafforzato questa settimana la loro partnership strategica in rapida crescita estendendo ufficialmente la validità dei visti turistici e business reciproci da cinque a dieci anni. La modifica è stata pubblicata nel Diário Oficial da União brasiliano e rispecchia una riforma adottata da Nuova Delhi per i brasiliani lo scorso anno.
Secondo le nuove regole, i cittadini di entrambi i Paesi potranno ottenere visti VIVIS (turistici) o VITEM II (business) a ingressi multipli validi per un intero decennio. I viaggiatori potranno comunque soggiornare solo 90 giorni per turismo o 180 giorni per affari per ogni viaggio, ma la maggiore durata elimina la necessità di frequenti rinnovi, riducendo costi e complicazioni amministrative per dirigenti, investitori e tour operator.
Il tempismo è significativo. Il commercio bilaterale ha superato i 15 miliardi di dollari nel 2025 e gli investimenti indiani – dai servizi IT alla farmaceutica – stanno crescendo a San Paolo, Rio de Janeiro e nel Nordest. Allo stesso tempo, le aziende brasiliane dell’energia e dell’agroindustria guardano al vasto mercato dei consumatori indiano. Gli esperti di mobilità sottolineano che un visto decennale faciliterà la pianificazione di trasferimenti temporanei e viaggi di prospezione ripetuti, incentivando le imprese a usare il Brasile come base latinoamericana per i manager indiani.
Implicazioni pratiche per i datori di lavoro:
• I team HR devono aggiornare i database di mobilità globale per evitare rinnovi inutili ai dipendenti in trasferta.
• I visti quinquennali esistenti restano validi fino alla scadenza; i nuovi documenti decennali saranno emessi una volta che l’accordo entrerà in vigore, previsto 30 giorni dopo la nota diplomatica di accettazione del Brasile.
• La validità del passaporto e le altre condizioni d’ingresso (biglietto di ritorno, prova di fondi, certificato internazionale di vaccinazione se richiesto) restano invariate.
Per le società di gestione viaggi, il messaggio è chiaro: i visti a lungo termine riducono i rischi legati ai tempi di attesa, ma compagnie aeree e hotel potrebbero registrare un leggero aumento della domanda grazie alla minore frizione per i viaggiatori frequenti. Nel medio termine, una mobilità più fluida rafforzerà la posizione del Brasile come principale porta d’ingresso dell’India in Sud America.
Secondo le nuove regole, i cittadini di entrambi i Paesi potranno ottenere visti VIVIS (turistici) o VITEM II (business) a ingressi multipli validi per un intero decennio. I viaggiatori potranno comunque soggiornare solo 90 giorni per turismo o 180 giorni per affari per ogni viaggio, ma la maggiore durata elimina la necessità di frequenti rinnovi, riducendo costi e complicazioni amministrative per dirigenti, investitori e tour operator.
Il tempismo è significativo. Il commercio bilaterale ha superato i 15 miliardi di dollari nel 2025 e gli investimenti indiani – dai servizi IT alla farmaceutica – stanno crescendo a San Paolo, Rio de Janeiro e nel Nordest. Allo stesso tempo, le aziende brasiliane dell’energia e dell’agroindustria guardano al vasto mercato dei consumatori indiano. Gli esperti di mobilità sottolineano che un visto decennale faciliterà la pianificazione di trasferimenti temporanei e viaggi di prospezione ripetuti, incentivando le imprese a usare il Brasile come base latinoamericana per i manager indiani.
Implicazioni pratiche per i datori di lavoro:
• I team HR devono aggiornare i database di mobilità globale per evitare rinnovi inutili ai dipendenti in trasferta.
• I visti quinquennali esistenti restano validi fino alla scadenza; i nuovi documenti decennali saranno emessi una volta che l’accordo entrerà in vigore, previsto 30 giorni dopo la nota diplomatica di accettazione del Brasile.
• La validità del passaporto e le altre condizioni d’ingresso (biglietto di ritorno, prova di fondi, certificato internazionale di vaccinazione se richiesto) restano invariate.
Per le società di gestione viaggi, il messaggio è chiaro: i visti a lungo termine riducono i rischi legati ai tempi di attesa, ma compagnie aeree e hotel potrebbero registrare un leggero aumento della domanda grazie alla minore frizione per i viaggiatori frequenti. Nel medio termine, una mobilità più fluida rafforzerà la posizione del Brasile come principale porta d’ingresso dell’India in Sud America.
Fonte: Brasil 247
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