
I ciprioti diretti in Turchia devono ora ottenere un e-visa in anticipo o fare richiesta tramite una missione diplomatica turca, dopo che Ankara ha abolito silenziosamente il sistema di visto-sticker all’arrivo, in vigore da tempo, il 2 gennaio. La modifica — evidenziata dai media ciprioti il 15 febbraio — non riguarda i residenti della cosiddetta ‘TRNC’, che restano esenti da visto.
Per i viaggiatori per turismo, il nuovo requisito rappresenta solo un piccolo passaggio amministrativo: il portale elettronico per i visti della Turchia generalmente rilascia l’approvazione in pochi minuti al costo di 35 euro. Per i visitatori d’affari, invece, il cambiamento ha implicazioni più rilevanti. I visti-sticker multi-entrata, una volta rilasciati all’arrivo per un massimo di 90 giorni ogni sei mesi, non sono più disponibili; i titolari devono ora richiedere un visto d’affari multi-entrata presso i consolati turchi, una procedura che può richiedere fino a dieci giorni lavorativi.
Il tempismo coincide con una più ampia riforma della gestione delle frontiere da parte di Ankara, che include l’introduzione di varchi biometrici all’aeroporto di Istanbul e la transizione a un controllo passeggeri basato su API. Alcuni analisti interpretano la mossa anche come un segnale diplomatico nel contesto degli sforzi bloccati per rilanciare i negoziati sulla riunificazione di Cipro.
Le aziende che gestiscono rotazioni regolari tra Cipro e Turchia dovrebbero aggiornare i manuali di viaggio, includere le tariffe per l’e-visa nei budget di viaggio e ricordare ai dipendenti che il soggiorno oltre il permesso o il lavoro con un e-visa turistico comporta multe e divieti di ingresso. I responsabili dei viaggi possono precompilare i dati dei dipendenti nel portale e-visa turco per accelerare le richieste collettive in vista della stagione delle fiere.
Per i viaggiatori per turismo, il nuovo requisito rappresenta solo un piccolo passaggio amministrativo: il portale elettronico per i visti della Turchia generalmente rilascia l’approvazione in pochi minuti al costo di 35 euro. Per i visitatori d’affari, invece, il cambiamento ha implicazioni più rilevanti. I visti-sticker multi-entrata, una volta rilasciati all’arrivo per un massimo di 90 giorni ogni sei mesi, non sono più disponibili; i titolari devono ora richiedere un visto d’affari multi-entrata presso i consolati turchi, una procedura che può richiedere fino a dieci giorni lavorativi.
Il tempismo coincide con una più ampia riforma della gestione delle frontiere da parte di Ankara, che include l’introduzione di varchi biometrici all’aeroporto di Istanbul e la transizione a un controllo passeggeri basato su API. Alcuni analisti interpretano la mossa anche come un segnale diplomatico nel contesto degli sforzi bloccati per rilanciare i negoziati sulla riunificazione di Cipro.
Le aziende che gestiscono rotazioni regolari tra Cipro e Turchia dovrebbero aggiornare i manuali di viaggio, includere le tariffe per l’e-visa nei budget di viaggio e ricordare ai dipendenti che il soggiorno oltre il permesso o il lavoro con un e-visa turistico comporta multe e divieti di ingresso. I responsabili dei viaggi possono precompilare i dati dei dipendenti nel portale e-visa turco per accelerare le richieste collettive in vista della stagione delle fiere.
Fonte: In-Cyprus
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