
Concludendo una visita di stato di tre giorni in India, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato durante una conferenza stampa il 19 febbraio un nuovo pacchetto sulla mobilità, che ha fatto notizia sui media indiani il 20 febbraio 2026. The Times of India riporta che la Francia sperimenterà un programma pilota di transito senza visto per sei mesi per i titolari di passaporto indiano, semplificando inoltre le procedure per i visti di studio, con l’obiettivo di ospitare 30.000 studenti indiani all’anno entro il 2030. La concessione per il transito riguarda i passeggeri che rimangono nell’area di transito aeroportuale per meno di 24 ore, collegandosi attraverso aeroporti francesi verso un paese terzo. Sebbene limitata, questa misura elimina un ostacolo burocratico per i viaggiatori diretti in America Latina o Africa occidentale, posizionando Parigi-Charles-de-Gaulle come alternativa ai principali hub del Golfo. La componente educativa è più ambiziosa. Attualmente la Francia accoglie circa 10.000 studenti indiani all’anno. Per triplicare questo numero, il governo francese amplierà i corsi di laurea magistrale in inglese, introdurrà anni propedeutici “International Class” e lancerà una corsia preferenziale per i visti “Campus France Fast Track” con tempi di elaborazione di 10 giorni. I laureati riceveranno inoltre un permesso di lavoro post-studio di cinque anni, rispetto ai due attuali, se troveranno impiego in settori con carenza di competenze. Per i datori di lavoro francesi, l’iniziativa rappresenta una strategia chiave per attrarre talenti. L’India produce la più grande coorte mondiale di laureati STEM, e l’ecosistema tecnologico francese, dall’aerospaziale all’intelligenza artificiale, è desideroso di attingere a questo bacino. I responsabili delle risorse umane dovranno quindi monitorare le quote bilaterali per tirocini e i nuovi programmi di borse di studio che potrebbero facilitare le assunzioni. La deroga pilota per il transito sarà ufficialmente pubblicata in Gazzetta ad aprile, dopo consultazioni con la Commissione Europea; i funzionari affermano che un’estensione ad altre nazionalità del Sud Asia dipenderà dalle valutazioni di sicurezza e dai dati sul traffico.
Fonte: The Times of India
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