
La Cina ha compiuto silenziosamente un altro passo decisivo nella sua strategia di riapertura post-pandemia. Un avviso pubblicato dalla rete delle ambasciate cinesi il 23 febbraio 2026 conferma che i titolari di passaporti ordinari di Canada e Regno Unito possono ora entrare nella Cina continentale senza visto per soggiorni fino a 30 giorni. L’esenzione si applica a viaggi per affari, turismo, visite familiari, scambi culturali e transito aeroportuale ed è valida dalle 00:00 del 17 febbraio 2026 fino alle 24:00 del 31 dicembre 2026.
Questa mossa si aggiunge a una serie di accordi unilaterali di esenzione dal visto introdotti dalla fine del 2024, che già coprono gran parte dell’Europa continentale, vaste aree dell’America Latina e alcuni partner dell’Asia-Pacifico. Con l’inclusione di due economie del G7, Pechino apre le porte a oltre 2 milioni di arrivi annuali in più, qualora il traffico torni ai livelli del 2019.
Le compagnie aeree hanno reagito rapidamente: Air Canada ha annunciato una seconda rotazione giornaliera Vancouver–Shanghai per l’orario estivo, mentre British Airways sta valutando la riattivazione del servizio su Chengdu, sospeso durante la pandemia.
Per le aziende, il vantaggio principale è la rapidità. I dirigenti possono ora programmare ispezioni in loco o negoziare contratti con pochi giorni di preavviso, senza dover attendere appuntamenti presso i centri visti spesso sovraffollati. Il cambiamento elimina anche un ostacolo significativo per le multinazionali che trasferiscono personale, poiché i coniugi accompagnatori non necessitano più di documenti separati per brevi viaggi esplorativi.
Gli esperti di immigrazione, tuttavia, avvertono che il limite di 30 giorni è rigorosamente applicato; i viaggiatori che concludono incontri d’affari in più città devono comunque uscire e rientrare o convertire il permesso in un visto di soggiorno più lungo, se idonei.
Rimangono alcune considerazioni pratiche. I visitatori devono portare passaporti validi almeno sei mesi e biglietti di ritorno che dimostrino l’intenzione di lasciare il Paese entro i 30 giorni. Chi intende lavorare, studiare o soggiornare a lungo termine deve ancora ottenere il visto appropriato in anticipo. I cittadini canadesi e britannici che attualmente possiedono visti cinesi possono continuare a usarli se preferiscono una validità più lunga o la flessibilità di ingressi multipli.
Strategicamente, l’esenzione segnala la fiducia di Pechino nei propri controlli alle frontiere e la determinazione a riaffermare la Cina come meta privilegiata per fiere internazionali, riunioni di vertice e negoziazioni commerciali. Se i numeri degli arrivi e la spesa torneranno a crescere come previsto, gli analisti ritengono che il progetto pilota potrebbe diventare permanente e stimolare ulteriori aperture verso altri mercati anglofoni come Stati Uniti e Nuova Zelanda.
Questa mossa si aggiunge a una serie di accordi unilaterali di esenzione dal visto introdotti dalla fine del 2024, che già coprono gran parte dell’Europa continentale, vaste aree dell’America Latina e alcuni partner dell’Asia-Pacifico. Con l’inclusione di due economie del G7, Pechino apre le porte a oltre 2 milioni di arrivi annuali in più, qualora il traffico torni ai livelli del 2019.
Le compagnie aeree hanno reagito rapidamente: Air Canada ha annunciato una seconda rotazione giornaliera Vancouver–Shanghai per l’orario estivo, mentre British Airways sta valutando la riattivazione del servizio su Chengdu, sospeso durante la pandemia.
Per le aziende, il vantaggio principale è la rapidità. I dirigenti possono ora programmare ispezioni in loco o negoziare contratti con pochi giorni di preavviso, senza dover attendere appuntamenti presso i centri visti spesso sovraffollati. Il cambiamento elimina anche un ostacolo significativo per le multinazionali che trasferiscono personale, poiché i coniugi accompagnatori non necessitano più di documenti separati per brevi viaggi esplorativi.
Gli esperti di immigrazione, tuttavia, avvertono che il limite di 30 giorni è rigorosamente applicato; i viaggiatori che concludono incontri d’affari in più città devono comunque uscire e rientrare o convertire il permesso in un visto di soggiorno più lungo, se idonei.
Rimangono alcune considerazioni pratiche. I visitatori devono portare passaporti validi almeno sei mesi e biglietti di ritorno che dimostrino l’intenzione di lasciare il Paese entro i 30 giorni. Chi intende lavorare, studiare o soggiornare a lungo termine deve ancora ottenere il visto appropriato in anticipo. I cittadini canadesi e britannici che attualmente possiedono visti cinesi possono continuare a usarli se preferiscono una validità più lunga o la flessibilità di ingressi multipli.
Strategicamente, l’esenzione segnala la fiducia di Pechino nei propri controlli alle frontiere e la determinazione a riaffermare la Cina come meta privilegiata per fiere internazionali, riunioni di vertice e negoziazioni commerciali. Se i numeri degli arrivi e la spesa torneranno a crescere come previsto, gli analisti ritengono che il progetto pilota potrebbe diventare permanente e stimolare ulteriori aperture verso altri mercati anglofoni come Stati Uniti e Nuova Zelanda.
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