
Il Ministero degli Affari Esteri austriaco (BMEIA) ha pubblicato il 9 marzo 2026 un bollettino di sicurezza aggiornato, dopo riunioni quotidiane del centro di crisi attive dal 28 febbraio. L’avviso mantiene il livello massimo 4 “Non viaggiare” per Bahrain, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Qatar, Siria e Emirati Arabi Uniti, mentre conferma il livello 3 per Oman e Arabia Saudita. Le autorità sottolineano che l’intera regione resta instabile, con lanci sporadici di razzi e restrizioni aeree in rapido mutamento.
Dal punto di vista della mobilità, il bollettino si distingue per l’ampiezza delle evacuazioni supportate dal governo. Secondo il BMEIA, più di 1.300 persone hanno lasciato la regione con assistenza austriaca dall’escalation del conflitto. Sono già stati effettuati quattro voli charter e numerosi convogli di autobus, supportati dalle forze armate e dalla polizia austriaca; un quinto charter è atterrato a Vienna l’8 marzo con 47 passeggeri vulnerabili. Il ministero invita i cittadini ancora presenti nella zona a utilizzare i collegamenti commerciali riaperti — in particolare i voli giornalieri Emirates, Air Arabia e FlyDubai per Vienna — e a cancellarsi dal database di crisi una volta partiti.
Le aziende con personale in missione sono invitate a considerare il tempo trascorso in stato di evacuazione come orario di lavoro ai fini della sicurezza sociale e ad aggiornare le registrazioni A1 o le iscrizioni multi-stato una volta che i dipendenti rientrano in Austria o in un altro paese UE. I responsabili della gestione del rischio devono inoltre tenere presente che le uscite via terra attraverso Giordania ed Emirati Arabi restano possibili solo “a rischio del viaggiatore”.
Le implicazioni pratiche includono premi assicurativi più elevati per le trasferte, il monitoraggio obbligatorio dei viaggiatori in zone ad alto rischio e possibili effetti sulla residenza fiscale in caso di soggiorni prolungati in Austria che attivino la ritenuta locale. I team di mobilità devono inoltre monitorare eventuali estensioni del divieto di volo oltre il 7 marzo; Austrian Airlines ha già sospeso i collegamenti con Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran, avvertendo che la capacità di aerei wide-body potrebbe essere riallocata verso Asia o Nord America se la chiusura dovesse prolungarsi.
Infine, il ministero ricorda a tutti gli austriaci all’estero di registrarsi su reiseregistrierung.at e di tenere a portata di mano i numeri delle ambasciate locali. Le aziende che gestiscono turni rotativi nel Golfo sono invitate a programmare i cambi equipaggio attraverso hub sicuri come Muscat o Doha fino a un miglioramento della situazione di sicurezza.
Dal punto di vista della mobilità, il bollettino si distingue per l’ampiezza delle evacuazioni supportate dal governo. Secondo il BMEIA, più di 1.300 persone hanno lasciato la regione con assistenza austriaca dall’escalation del conflitto. Sono già stati effettuati quattro voli charter e numerosi convogli di autobus, supportati dalle forze armate e dalla polizia austriaca; un quinto charter è atterrato a Vienna l’8 marzo con 47 passeggeri vulnerabili. Il ministero invita i cittadini ancora presenti nella zona a utilizzare i collegamenti commerciali riaperti — in particolare i voli giornalieri Emirates, Air Arabia e FlyDubai per Vienna — e a cancellarsi dal database di crisi una volta partiti.
Le aziende con personale in missione sono invitate a considerare il tempo trascorso in stato di evacuazione come orario di lavoro ai fini della sicurezza sociale e ad aggiornare le registrazioni A1 o le iscrizioni multi-stato una volta che i dipendenti rientrano in Austria o in un altro paese UE. I responsabili della gestione del rischio devono inoltre tenere presente che le uscite via terra attraverso Giordania ed Emirati Arabi restano possibili solo “a rischio del viaggiatore”.
Le implicazioni pratiche includono premi assicurativi più elevati per le trasferte, il monitoraggio obbligatorio dei viaggiatori in zone ad alto rischio e possibili effetti sulla residenza fiscale in caso di soggiorni prolungati in Austria che attivino la ritenuta locale. I team di mobilità devono inoltre monitorare eventuali estensioni del divieto di volo oltre il 7 marzo; Austrian Airlines ha già sospeso i collegamenti con Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran, avvertendo che la capacità di aerei wide-body potrebbe essere riallocata verso Asia o Nord America se la chiusura dovesse prolungarsi.
Infine, il ministero ricorda a tutti gli austriaci all’estero di registrarsi su reiseregistrierung.at e di tenere a portata di mano i numeri delle ambasciate locali. Le aziende che gestiscono turni rotativi nel Golfo sono invitate a programmare i cambi equipaggio attraverso hub sicuri come Muscat o Doha fino a un miglioramento della situazione di sicurezza.
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