
L'Ambasciata Ceca a Canberra ha confermato che l'Australia ha cessato di accettare nuove domande per il visto Working Holiday (sottoclasse 462) da cittadini cechi a partire dal 1° marzo 2026, e che il programma bilaterale di mobilità giovanile è ora formalmente sospeso. I funzionari dell'ambasciata hanno pubblicato l'avviso il 10 marzo 2026, sottolineando che entrambi i governi "restano interessati alla continuazione del programma" e sono già in trattative per rilanciarlo.
La sospensione temporanea interrompe un accordo di 15 anni che permetteva a un massimo di 500 giovani cechi all'anno di vivere e lavorare in Australia per 12 mesi durante un viaggio. Secondo le statistiche del Dipartimento degli Affari Interni australiano, la domanda ha sempre superato l'offerta: la quota per il 2025 è stata esaurita entro 36 ore dall'apertura delle candidature, e attualmente più di 1.200 cittadini cechi si trovano in Australia con un visto Working Holiday.
Le conseguenze pratiche si faranno sentire su entrambi i fronti. I laureati cechi che pianificano un anno sabbatico dovranno ora considerare alternative come il programma IEC canadese o lo schema Working Holiday neozelandese, mentre gli ostelli per backpacker e i datori di lavoro agricoli australiani si troveranno improvvisamente a corto di manodopera, proprio prima della raccolta invernale in Queensland e Australia Occidentale. Anche i datori di lavoro cechi che assumono giovani di ritorno per le loro competenze linguistiche e interculturali potrebbero vedere ridursi il flusso di talenti.
I consulenti per l'immigrazione raccomandano ai cechi già in Australia di richiedere, se possibile, un’estensione del visto in loco e di monitorare il sito del Dipartimento degli Affari Interni australiano per aggiornamenti sulle politiche. Ai potenziali candidati si consiglia di non prenotare voli né lasciare il lavoro finché Canberra e Praga non emetteranno una dichiarazione congiunta sul futuro del programma.
La sospensione riflette una tendenza più ampia di paesi che rivedono gli accordi reciproci di mobilità giovanile in un contesto di mercato del lavoro teso. Secondo fonti, i negoziatori stanno valutando un nuovo accordo che innalzerebbe il limite di età da 30 a 35 anni e introdurrebbe limiti settoriali per meglio rispondere alle esigenze delle diverse regioni. Fino ad allora, gli scambi giovanili tra Repubblica Ceca e Australia sono di fatto sospesi, evidenziando l’importanza di piani di emergenza per i team HR e gli specialisti della mobilità internazionale.
La sospensione temporanea interrompe un accordo di 15 anni che permetteva a un massimo di 500 giovani cechi all'anno di vivere e lavorare in Australia per 12 mesi durante un viaggio. Secondo le statistiche del Dipartimento degli Affari Interni australiano, la domanda ha sempre superato l'offerta: la quota per il 2025 è stata esaurita entro 36 ore dall'apertura delle candidature, e attualmente più di 1.200 cittadini cechi si trovano in Australia con un visto Working Holiday.
Le conseguenze pratiche si faranno sentire su entrambi i fronti. I laureati cechi che pianificano un anno sabbatico dovranno ora considerare alternative come il programma IEC canadese o lo schema Working Holiday neozelandese, mentre gli ostelli per backpacker e i datori di lavoro agricoli australiani si troveranno improvvisamente a corto di manodopera, proprio prima della raccolta invernale in Queensland e Australia Occidentale. Anche i datori di lavoro cechi che assumono giovani di ritorno per le loro competenze linguistiche e interculturali potrebbero vedere ridursi il flusso di talenti.
I consulenti per l'immigrazione raccomandano ai cechi già in Australia di richiedere, se possibile, un’estensione del visto in loco e di monitorare il sito del Dipartimento degli Affari Interni australiano per aggiornamenti sulle politiche. Ai potenziali candidati si consiglia di non prenotare voli né lasciare il lavoro finché Canberra e Praga non emetteranno una dichiarazione congiunta sul futuro del programma.
La sospensione riflette una tendenza più ampia di paesi che rivedono gli accordi reciproci di mobilità giovanile in un contesto di mercato del lavoro teso. Secondo fonti, i negoziatori stanno valutando un nuovo accordo che innalzerebbe il limite di età da 30 a 35 anni e introdurrebbe limiti settoriali per meglio rispondere alle esigenze delle diverse regioni. Fino ad allora, gli scambi giovanili tra Repubblica Ceca e Australia sono di fatto sospesi, evidenziando l’importanza di piani di emergenza per i team HR e gli specialisti della mobilità internazionale.
Fonte: Czech Embassy – Canberra