
In una mossa accolta con favore dalle multinazionali con attività sia in Gran Bretagna che in Europa Centrale, il Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali della Repubblica Ceca ha confermato il 5 marzo 2026 che i cittadini del Regno Unito godono ora di pieno e libero accesso al mercato del lavoro ceco. La modifica attua un Regolamento Governativo adottato nel giugno 2024, ma applicato pienamente solo questa settimana presso i consolati.
Fino ad ora, i candidati britannici per assunzioni locali in Repubblica Ceca dovevano presentare un numero di permesso di lavoro approvato (per la Employee Card) o un numero di offerta di lavoro dall’Ufficio del Lavoro (per la Blue Card). I funzionari dell’ambasciata a Londra hanno ora istruito il personale visti a rinunciare a questi requisiti documentali per la maggior parte delle categorie. Per i visti di lavoro Schengen a breve termine (tipo C), i cittadini UK non necessitano più di un permesso di lavoro separato; per la popolare Employee Card è stato abolito l’obbligo del numero di offerta di lavoro. Solo i richiedenti la Blue Card devono ancora fare riferimento a un’offerta di lavoro altamente qualificata registrata presso l’Ufficio del Lavoro ceco, mentre il processo per la ICT Card (Intra-Company Transferee) resta invariato.
Il Brexit aveva posto i cittadini britannici sullo stesso piano degli altri cittadini di paesi terzi, aggiungendo settimane, a volte mesi, di attesa per le assegnazioni in Repubblica Ceca. I responsabili HR lamentavano che questo passaggio amministrativo extra spesso ritardava le date di inizio e costringeva le aziende a dirottare i progetti verso Polonia o Slovacchia. I decisori cechi, preoccupati per la carenza di talenti nei settori dell’automotive green, dell’ingegneria nucleare e delle scienze della vita, hanno ora invertito la rotta.
Praticamente, l’aggiornamento significa che il personale britannico trasferito a Praga con contratti locali può presentare domanda di visto o di residenza solo con un contratto di lavoro firmato, dimezzando la documentazione e riducendo i tempi di elaborazione stimati da tre a sei settimane. I fornitori di servizi per la mobilità consigliano alle aziende di allegare a ogni domanda il nuovo opuscolo governativo, pubblicato in inglese il 5 marzo, per garantire che gli impiegati di front office applichino la norma in modo uniforme.
La riforma si inserisce nel più ampio pacchetto migratorio 2026 della Repubblica Ceca, che innalza le soglie salariali per le Blue Card ma al contempo semplifica l’ingresso per le professioni ad alta domanda. Anticipa inoltre il progetto pilota EU Talent Pool previsto per fine anno, posizionando Praga come porta d’ingresso per specialisti britannici in cerca di opportunità di carriera nell’intera area Schengen.
I datori di lavoro dovrebbero aggiornare le linee guida interne e ripubblicare gli annunci di lavoro che in precedenza avvertivano i candidati UK di tempi di attesa più lunghi. I team legali sottolineano che la coordinazione della sicurezza sociale tra i due Paesi resta regolata dall’Accordo di Commercio e Cooperazione UK-UE; i certificati A1 sono ancora necessari per i lavoratori distaccati.
Fino ad ora, i candidati britannici per assunzioni locali in Repubblica Ceca dovevano presentare un numero di permesso di lavoro approvato (per la Employee Card) o un numero di offerta di lavoro dall’Ufficio del Lavoro (per la Blue Card). I funzionari dell’ambasciata a Londra hanno ora istruito il personale visti a rinunciare a questi requisiti documentali per la maggior parte delle categorie. Per i visti di lavoro Schengen a breve termine (tipo C), i cittadini UK non necessitano più di un permesso di lavoro separato; per la popolare Employee Card è stato abolito l’obbligo del numero di offerta di lavoro. Solo i richiedenti la Blue Card devono ancora fare riferimento a un’offerta di lavoro altamente qualificata registrata presso l’Ufficio del Lavoro ceco, mentre il processo per la ICT Card (Intra-Company Transferee) resta invariato.
Il Brexit aveva posto i cittadini britannici sullo stesso piano degli altri cittadini di paesi terzi, aggiungendo settimane, a volte mesi, di attesa per le assegnazioni in Repubblica Ceca. I responsabili HR lamentavano che questo passaggio amministrativo extra spesso ritardava le date di inizio e costringeva le aziende a dirottare i progetti verso Polonia o Slovacchia. I decisori cechi, preoccupati per la carenza di talenti nei settori dell’automotive green, dell’ingegneria nucleare e delle scienze della vita, hanno ora invertito la rotta.
Praticamente, l’aggiornamento significa che il personale britannico trasferito a Praga con contratti locali può presentare domanda di visto o di residenza solo con un contratto di lavoro firmato, dimezzando la documentazione e riducendo i tempi di elaborazione stimati da tre a sei settimane. I fornitori di servizi per la mobilità consigliano alle aziende di allegare a ogni domanda il nuovo opuscolo governativo, pubblicato in inglese il 5 marzo, per garantire che gli impiegati di front office applichino la norma in modo uniforme.
La riforma si inserisce nel più ampio pacchetto migratorio 2026 della Repubblica Ceca, che innalza le soglie salariali per le Blue Card ma al contempo semplifica l’ingresso per le professioni ad alta domanda. Anticipa inoltre il progetto pilota EU Talent Pool previsto per fine anno, posizionando Praga come porta d’ingresso per specialisti britannici in cerca di opportunità di carriera nell’intera area Schengen.
I datori di lavoro dovrebbero aggiornare le linee guida interne e ripubblicare gli annunci di lavoro che in precedenza avvertivano i candidati UK di tempi di attesa più lunghi. I team legali sottolineano che la coordinazione della sicurezza sociale tra i due Paesi resta regolata dall’Accordo di Commercio e Cooperazione UK-UE; i certificati A1 sono ancora necessari per i lavoratori distaccati.
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