
I viaggiatori in entrata o uscita da Hong Kong si trovano ora ad affrontare alcune delle più severe ispezioni digitali al mondo, dopo l’entrata in vigore il 30 marzo di una legge che autorizza doganieri, agenti di immigrazione e polizia a obbligare chiunque a sbloccare smartphone, laptop e tablet. Il mancato rispetto può comportare fino a un anno di carcere e una multa di 100.000 HK$ (circa 12.700 dollari USA). Le autorità sostengono che la misura allinea Hong Kong alle “migliori pratiche internazionali in materia di lotta al terrorismo e crimini informatici”. In realtà, però, conferisce agli agenti un ampio margine di discrezionalità: il potere si applica a residenti e visitatori di tutte le nazionalità, e basta un “ragionevole sospetto” che il dispositivo contenga materiale che minaccia la sicurezza nazionale. I viaggiatori devono inoltre fornire qualsiasi assistenza richiesta per la decrittazione, rendendo di fatto illegale l’uso di password secondarie o app di archiviazione segreta al confine. I professionisti della mobilità aziendale avvertono che la legge cambia radicalmente il calcolo del rischio per i dirigenti in transito negli aeroporti o ai valichi terrestri di Hong Kong. Le aziende che trasferiscono regolarmente dati proprietari oltre confine — banche d’investimento, aziende nel settore delle scienze della vita, sviluppatori di videogiochi — dovranno adottare protocolli più rigorosi di segmentazione dei dati. Diverse multinazionali consigliano ai propri dipendenti di viaggiare con dispositivi “puliti” in prestito, che consentano solo l’accesso via cloud a email e desktop virtuali. Altri preferiscono instradare i viaggi sensibili attraverso Singapore o Seoul per evitare potenziali esposizioni di dati. Gli esperti per la privacy sostengono che la legge compromette la posizione della città come hub finanziario globale, dove la riservatezza dei dati dei clienti è fondamentale. L’Ordine degli Avvocati di Hong Kong ha chiesto un meccanismo indipendente di appello e linee guida più chiare su quando i dispositivi possono essere clonati o trattenuti. Il governo replica che la maggior parte dei viaggiatori non sarà interessata e che tracciamenti rigorosi impediranno abusi. Per ora, i responsabili della mobilità aziendale dovrebbero aggiornare i briefing pre-viaggio, predisporre hotline di pronto intervento per i dirigenti trattenuti al confine e rivedere le coperture assicurative per responsabilità da violazioni di dati derivanti da ispezioni obbligatorie dei dispositivi. Il prossimo picco di viaggi per Pasqua e Qingming sarà il primo grande banco di prova sull’uso aggressivo di questi nuovi poteri da parte degli agenti.
Fonte: Travel and Tour World
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