
A poche ore dall’inizio dell’ondata estiva, l’Ufficio Immigrazione Indiano (BoI) ha attivato un processo digitale di arrivo a lungo pianificato. Dalle 00:01 IST del 1° aprile 2026, tutti i titolari di passaporto straniero, inclusi i possessori della carta Overseas Citizen of India (OCI), dovranno compilare online una e-Arrival Card prima di imbarcarsi su un volo diretto in India. Il modulo raccoglie dati sul passaporto, informazioni sul volo, motivo della visita, indirizzo previsto e una breve dichiarazione sanitaria.
Questa novità rappresenta il primo grande passo del programma di modernizzazione IVFRT 3.0 e sostituisce la tradizionale carta cartacea di sbarco, invariata dagli anni ’60. I viaggiatori possono inviare il modulo tramite il sito del BoI, il portale Indian Visa Online o la nuova app mobile “Su-Swagatam”. Viene generato un codice QR da mostrare, in formato digitale o cartaceo, ai controlli di frontiera. Le compagnie aeree sono state incaricate di verificare il codice QR al gate, mentre negli aeroporti sono state create corsie rapide “e-Arrival Fast Lanes” per i passeggeri in regola.
Per i viaggiatori d’affari, il cambiamento promette tempi di sdoganamento più rapidi: i dati pilota del BoI negli aeroporti di Delhi e Bengaluru mostrano che i tempi medi di elaborazione sono scesi da 5-6 minuti a meno di tre durante la prova di febbraio. Le aziende hanno già inserito il requisito nelle checklist di viaggio interne, mentre le agenzie di gestione viaggi segnalano un aumento delle chiamate last-minute da parte di passeggeri ignari della data di avvio.
Non completare il modulo non comporterà automaticamente il rifiuto dell’imbarco nella prima settimana, ma i viaggiatori saranno indirizzati a chioschi assistiti all’arrivo per completare la procedura, rischiando di perdere coincidenze interne. Le compagnie aeree avvertono che potrebbero formarsi code durante i picchi di arrivo, soprattutto a Mumbai, dove il 45% dei passeggeri in entrata non è cittadino indiano.
Il BoI sottolinea che il nuovo flusso di dati alimenterà analisi basate sul rischio per passeggeri e aiuterà dogane e autorità sanitarie a pre-approvare i viaggiatori a basso rischio. Gli esperti per la privacy restano cauti, ricordando che le Regole sull’Immigrazione e Stranieri 2025 consentono la condivisione dei dati tra agenzie. Per ora, la priorità è operativa: far sì che milioni di visitatori clicchino “invia” prima del decollo di domani.
Questa novità rappresenta il primo grande passo del programma di modernizzazione IVFRT 3.0 e sostituisce la tradizionale carta cartacea di sbarco, invariata dagli anni ’60. I viaggiatori possono inviare il modulo tramite il sito del BoI, il portale Indian Visa Online o la nuova app mobile “Su-Swagatam”. Viene generato un codice QR da mostrare, in formato digitale o cartaceo, ai controlli di frontiera. Le compagnie aeree sono state incaricate di verificare il codice QR al gate, mentre negli aeroporti sono state create corsie rapide “e-Arrival Fast Lanes” per i passeggeri in regola.
Per i viaggiatori d’affari, il cambiamento promette tempi di sdoganamento più rapidi: i dati pilota del BoI negli aeroporti di Delhi e Bengaluru mostrano che i tempi medi di elaborazione sono scesi da 5-6 minuti a meno di tre durante la prova di febbraio. Le aziende hanno già inserito il requisito nelle checklist di viaggio interne, mentre le agenzie di gestione viaggi segnalano un aumento delle chiamate last-minute da parte di passeggeri ignari della data di avvio.
Non completare il modulo non comporterà automaticamente il rifiuto dell’imbarco nella prima settimana, ma i viaggiatori saranno indirizzati a chioschi assistiti all’arrivo per completare la procedura, rischiando di perdere coincidenze interne. Le compagnie aeree avvertono che potrebbero formarsi code durante i picchi di arrivo, soprattutto a Mumbai, dove il 45% dei passeggeri in entrata non è cittadino indiano.
Il BoI sottolinea che il nuovo flusso di dati alimenterà analisi basate sul rischio per passeggeri e aiuterà dogane e autorità sanitarie a pre-approvare i viaggiatori a basso rischio. Gli esperti per la privacy restano cauti, ricordando che le Regole sull’Immigrazione e Stranieri 2025 consentono la condivisione dei dati tra agenzie. Per ora, la priorità è operativa: far sì che milioni di visitatori clicchino “invia” prima del decollo di domani.
Fonte: NewsBytes
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