
L’India ha inaugurato ufficialmente l’Aeroporto Internazionale di Noida (IATA: DXN) a Jewar, Uttar Pradesh, il 28 marzo 2026. Il Primo Ministro Narendra Modi ha tagliato il nastro della nuova struttura greenfield, progettata per gestire 12 milioni di passeggeri all’anno nella prima fase e per alleviare la cronica congestione dell’Aeroporto Internazionale Indira Gandhi di Delhi. Pista, terminal 1 e strutture cargo sono già completati, e l’operatore – Yamuna International Airport Pvt. Ltd., sostenuto da Zurigo – prevede i primi voli commerciali a metà aprile.
Strategicamente situato a circa 75 km a sud-est del centro di Delhi, l’aeroporto offre a multinazionali e viaggiatori d’affari frequenti un secondo accesso internazionale al più grande bacino aziendale dell’India. Per chi si sposta per incarichi a Noida, Greater Noida, Gurugram e nella cintura industriale dell’Uttar Pradesh occidentale, i tempi di percorrenza verso un grande aeroporto si riducono fino a un’ora. Il Ground Transportation Centre dispone di stalli bus diretti per Delhi, Faridabad e Agra, mentre una superstrada dedicata Jewar–Faridabad e future linee ferroviarie rapide integreranno l’aeroporto con la Metro di Delhi, il NCR Regional Rapid Transit System e la Delhi–Mumbai Expressway.
Il progetto rispetta standard globali di sostenibilità: la prima fase è certificata a impatto zero, funzionerà al 100% con energia rinnovabile e ospita il più grande terminal a tetto singolo dell’India. Il modello di partenariato pubblico-privato ha fissato il costo della prima fase a ₹4.588 crore (circa 550 milioni di dollari), con fasi successive che porteranno fino a sei piste e 120 milioni di passeggeri annui entro il 2050. Compagnie aeree come IndiGo, Air India Express e Lufthansa hanno manifestato interesse a lanciare servizi non appena la Direzione Generale dell’Aviazione Civile rilascerà la licenza aeroportuale il prossimo mese.
Per i responsabili della mobilità globale, il nuovo aeroporto diversifica le opzioni di ingresso per titolari di permessi di lavoro e dirigenti in visita, facilitando potenzialmente la gestione degli slot per collegamenti a lungo raggio verso Europa e Nord America nel programma invernale 2026-27. Le aziende dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio, gli accordi con vettori preferenziali e le disposizioni per il trasporto terrestre per includere DXN come punto di arrivo valido. I datori di lavoro che trasferiscono personale nel nord dell’India possono inoltre aspettarsi costi di rilocazione inferiori, grazie all’accelerazione dello sviluppo immobiliare nell’area aerotropolis di 5.000 acri intorno all’aeroporto.
Infine, le procedure di conformità all’immigrazione seguiranno la piattaforma Immigration Visa Foreigners Registration & Tracking (IVFRT) 2.0, con e-Arrival Card e varchi elettronici dedicati per i titolari di OCI nell’ambito del Fast-Track Immigration–Trusted Traveller Programme. Con 28 sportelli immigrazione iniziali e la capacità di arrivare a 120, l’aeroporto si prepara a diventare uno dei porti d’ingresso più tecnologicamente avanzati dell’India.
Strategicamente situato a circa 75 km a sud-est del centro di Delhi, l’aeroporto offre a multinazionali e viaggiatori d’affari frequenti un secondo accesso internazionale al più grande bacino aziendale dell’India. Per chi si sposta per incarichi a Noida, Greater Noida, Gurugram e nella cintura industriale dell’Uttar Pradesh occidentale, i tempi di percorrenza verso un grande aeroporto si riducono fino a un’ora. Il Ground Transportation Centre dispone di stalli bus diretti per Delhi, Faridabad e Agra, mentre una superstrada dedicata Jewar–Faridabad e future linee ferroviarie rapide integreranno l’aeroporto con la Metro di Delhi, il NCR Regional Rapid Transit System e la Delhi–Mumbai Expressway.
Il progetto rispetta standard globali di sostenibilità: la prima fase è certificata a impatto zero, funzionerà al 100% con energia rinnovabile e ospita il più grande terminal a tetto singolo dell’India. Il modello di partenariato pubblico-privato ha fissato il costo della prima fase a ₹4.588 crore (circa 550 milioni di dollari), con fasi successive che porteranno fino a sei piste e 120 milioni di passeggeri annui entro il 2050. Compagnie aeree come IndiGo, Air India Express e Lufthansa hanno manifestato interesse a lanciare servizi non appena la Direzione Generale dell’Aviazione Civile rilascerà la licenza aeroportuale il prossimo mese.
Per i responsabili della mobilità globale, il nuovo aeroporto diversifica le opzioni di ingresso per titolari di permessi di lavoro e dirigenti in visita, facilitando potenzialmente la gestione degli slot per collegamenti a lungo raggio verso Europa e Nord America nel programma invernale 2026-27. Le aziende dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio, gli accordi con vettori preferenziali e le disposizioni per il trasporto terrestre per includere DXN come punto di arrivo valido. I datori di lavoro che trasferiscono personale nel nord dell’India possono inoltre aspettarsi costi di rilocazione inferiori, grazie all’accelerazione dello sviluppo immobiliare nell’area aerotropolis di 5.000 acri intorno all’aeroporto.
Infine, le procedure di conformità all’immigrazione seguiranno la piattaforma Immigration Visa Foreigners Registration & Tracking (IVFRT) 2.0, con e-Arrival Card e varchi elettronici dedicati per i titolari di OCI nell’ambito del Fast-Track Immigration–Trusted Traveller Programme. Con 28 sportelli immigrazione iniziali e la capacità di arrivare a 120, l’aeroporto si prepara a diventare uno dei porti d’ingresso più tecnologicamente avanzati dell’India.
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