
Emirates, flydubai ed Etihad hanno aggiornato discretamente le loro avvertenze di viaggio nella serata del 1° aprile, annunciando che "i cittadini iraniani non sono autorizzati a entrare o transitare negli Emirati Arabi Uniti". Le uniche eccezioni riguardano i titolari del Golden Visa degli Emirati, i coniugi iraniani e i figli di cittadini emiratini, oltre ai residenti che lavorano in categorie professionali molto specifiche come medici, ingegneri e dirigenti senior. Questa nuova direttiva, confermata sui siti web delle compagnie aeree e in un avviso diffuso alle agenzie di viaggio con sede negli Emirati, rappresenta la restrizione più ampia alla mobilità dei cittadini iraniani dall’inizio del conflitto nel Golfo, cinque settimane fa.
La politica va oltre le precedenti sospensioni dei voli tra i due Paesi, rendendo di fatto i passaporti iraniani non validi per il transito negli aeroporti internazionali di Dubai (DXB) e Abu Dhabi (AUH). Anche i trasferimenti di merci e equipaggi sono interessati, secondo due spedizionieri intervistati da Arabian Business. Ciò solleva immediati problemi operativi per le multinazionali che fanno transitare il personale regionale attraverso gli hub aeroportuali di Dubai, poiché gli equipaggi con cittadini iraniani dovranno essere riorganizzati o dirottati.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il divieto impone una rapida revisione di tutti i viaggi di lavoro imminenti che coinvolgono cittadini iraniani, siano essi assegnati, collaboratori o delegazioni in visita. I trasferimenti intra-aziendali che prima utilizzavano DXB come scalo comodo dovranno spostarsi verso Doha, Muscat o Istanbul, con conseguente aumento di tempi e costi. Gli esperti di immigrazione segnalano inoltre che i rinnovi dei visti di residenza negli Emirati per il personale iraniano potrebbero subire controlli più rigorosi, poiché i divieti di ingresso spesso anticipano standard di elaborazione più severi.
La decisione evidenzia quanto rapidamente il contesto di sicurezza possa influenzare la politica dei visti nel Golfo. Vista la situazione regionale ancora instabile, si consiglia alle aziende di prevedere piani di viaggio alternativi e di informare i dipendenti coinvolti sulle opzioni di itinerari e documentazione. Mantenere un monitoraggio in tempo reale degli avvisi delle compagnie aeree e dei comunicati governativi sarà fondamentale nelle prossime settimane.
La politica va oltre le precedenti sospensioni dei voli tra i due Paesi, rendendo di fatto i passaporti iraniani non validi per il transito negli aeroporti internazionali di Dubai (DXB) e Abu Dhabi (AUH). Anche i trasferimenti di merci e equipaggi sono interessati, secondo due spedizionieri intervistati da Arabian Business. Ciò solleva immediati problemi operativi per le multinazionali che fanno transitare il personale regionale attraverso gli hub aeroportuali di Dubai, poiché gli equipaggi con cittadini iraniani dovranno essere riorganizzati o dirottati.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il divieto impone una rapida revisione di tutti i viaggi di lavoro imminenti che coinvolgono cittadini iraniani, siano essi assegnati, collaboratori o delegazioni in visita. I trasferimenti intra-aziendali che prima utilizzavano DXB come scalo comodo dovranno spostarsi verso Doha, Muscat o Istanbul, con conseguente aumento di tempi e costi. Gli esperti di immigrazione segnalano inoltre che i rinnovi dei visti di residenza negli Emirati per il personale iraniano potrebbero subire controlli più rigorosi, poiché i divieti di ingresso spesso anticipano standard di elaborazione più severi.
La decisione evidenzia quanto rapidamente il contesto di sicurezza possa influenzare la politica dei visti nel Golfo. Vista la situazione regionale ancora instabile, si consiglia alle aziende di prevedere piani di viaggio alternativi e di informare i dipendenti coinvolti sulle opzioni di itinerari e documentazione. Mantenere un monitoraggio in tempo reale degli avvisi delle compagnie aeree e dei comunicati governativi sarà fondamentale nelle prossime settimane.
Fonte: Arabian Business