
Il tentativo della Spagna di alleggerire la pressione sui centri di accoglienza delle Isole Canarie e di Ceuta ha subito un brusco stop mercoledì, quando le regioni governate dal Partido Popular hanno boicottato un incontro settoriale a Madrid, dove si dovevano definire le quote per il trasferimento dei minori non accompagnati. Parallelamente, il parlamento regionale valenciano ha visto il partito di estrema destra Vox proporre di spostare tutti i centri per minori esistenti nelle periferie delle città, motivando la proposta con ragioni di sicurezza. L’iniziativa sarà discussa la prossima settimana; il PP non ha escluso di sostenerla, mentre i partiti di opposizione la denunciano come discriminatoria. L’assenza al tavolo ha fatto sì che il nuovo Decreto Reale sulle capacità minime di accoglienza resti non firmato, frustrando l’obiettivo del governo centrale di avviare la prossima ondata di trasferimenti prima dell’estate. L’Asturie, che ha partecipato, ha annunciato di aver accolto martedì dieci minori in più, portando il totale a 54 nell’ambito del meccanismo di solidarietà. Per i responsabili dei trasferimenti, l’impasse prolunga l’incertezza su dove saranno necessari risorse per la protezione dei minori e il distacco del personale di supporto. Le ONG avvertono che i ritardi aumentano il rischio di sovraffollamento negli enclavi atlantici spagnoli, con il possibile ricorso a requisizioni di hotel d’emergenza simili a quelle disposte nel 2023.
Fonte: Cadena SER
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Asturie accolgono altri dieci minori non accompagnati grazie al meccanismo di solidarietà nazionale
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