
Il rapporto di Amnesty International sullo Stato dei Diritti Umani nel Mondo 2025, pubblicato il 21 aprile, evidenzia il mancato recepimento da parte dell’Irlanda del divieto promesso sul commercio con gli insediamenti israeliani e esprime “serie riserve” sul Disegno di Legge sulla Protezione Internazionale attualmente sul tavolo del Presidente Connolly. L’organizzazione sottolinea che i gruppi della società civile temono che i tempi accelerati previsti dal disegno di legge possano compromettere le garanzie del giusto processo e aggravare le discriminazioni già subite da rom, viaggianti e altre minoranze. Il rapporto arriva in un momento politicamente delicato: solo ieri il Consiglio di Stato irlandese ha consigliato il Presidente sulla possibilità di rinviare lo stesso disegno di legge alla Corte Suprema. La critica di Amnesty esercita una pressione morale sul Governo affinché rafforzi le tutele procedurali e coinvolga le parti interessate prima di attuare cambiamenti radicali nelle procedure di screening e nelle competenze di espulsione dei rifugiati. Per le multinazionali, il messaggio chiave è che l’attenzione sulla reputazione del sistema migratorio irlandese si sta intensificando. Le aziende che sponsorizzano permessi di lavoro potrebbero affrontare maggiori rischi di immagine e compliance qualora i trasferimenti di personale avvengano in un contesto di standard sui diritti umani contestati. I responsabili della mobilità dovrebbero quindi monitorare le linee guida di attuazione in arrivo e assicurarsi che le politiche interne di diversità, equità e inclusione siano allineate ai nuovi obblighi. Il rapporto di Amnesty evidenzia inoltre preoccupazioni sulla disponibilità di alloggi e sulle continue carenze abitative per i rifugiati, questioni che potrebbero influenzare i budget e i tempi di trasferimento aziendale, soprattutto a Dublino e in altri mercati ad alta domanda.
Fonte: The Irish Times