
Il Ministero degli Esteri austriaco ha aggiornato le linee guida per l’Uzbekistan, con data di riferimento 30 aprile 2026. Il livello di sicurezza resta al livello 2, ma la sezione sui requisiti d’ingresso è stata ampliata per chiarire le regole di registrazione, gli orari di apertura delle frontiere terrestri e lo status delle carte d’identità elettroniche austriache, ancora non riconosciute dalle autorità uzbeke. Il tempismo è significativo: un giorno prima Vienna ha annunciato il prossimo Accordo sulla Mobilità con Tashkent. I funzionari consolari sottolineano che si tratta di un aggiornamento di routine, ma riconoscono che l’aumento del traffico charter legato alle operazioni di rimpatrio potrebbe causare “attriti operativi” all’aeroporto internazionale di Tashkent. Ai cittadini austriaci si raccomanda quindi di portare con sé le registrazioni alberghiere stampate ed evitare viaggi via terra vicino al confine con l’Afghanistan. Per i responsabili della mobilità le implicazioni pratiche sono chiare: il personale in missioni brevi deve registrarsi presso la polizia entro tre giorni, operazione solitamente gestita dall’hotel ma talvolta trascurata negli appartamenti con servizi. La mancata presentazione della ricevuta di registrazione può comportare ritardi all’uscita o sanzioni. Il ministero ribadisce inoltre che l’ingresso senza visto è consentito per un massimo di 30 giorni; il superamento di tale periodo comporta sanzioni e può complicare future richieste per l’area Schengen. Pur non modificando i livelli di rischio, assicuratori e fornitori di sicurezza che collaborano con aziende austriache hanno iniziato a rivedere i piani di evacuazione, evidenziando che l’assistenza consolare in Uzbekistan rimane “molto limitata”. Le imprese che inviano ingegneri a progetti energetici o di ammodernamento ferroviario devono assicurarsi che i protocolli di duty of care siano aggiornati e che i viaggiatori siano iscritti all’app Auslandsregister del Ministero degli Esteri.