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Nuova Delhi preme su Dhaka per accelerare i controlli di nazionalità in vista delle espulsioni

mag 9, 2026
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Nuova Delhi preme su Dhaka per accelerare i controlli di nazionalità in vista delle espulsioni
L’India ha pubblicamente esortato il Bangladesh ad accelerare le procedure di verifica della nazionalità, affinché i migranti irregolari attualmente detenuti in centri di detenzione in diversi stati indiani possano essere rimpatriati senza ulteriori ritardi. Rispondendo alle domande durante il briefing settimanale del Ministero degli Affari Esteri il 7 maggio 2026, il portavoce Randhir Jaiswal ha dichiarato che Nuova Delhi si aspetta la “piena collaborazione attraverso i meccanismi bilaterali stabiliti” da parte di Dhaka. L’appello arriva dopo un nuovo aumento delle tensioni politiche, in seguito a notizie di presunti “respingimenti” – tentativi da parte delle forze di frontiera indiane di rimandare sospetti cittadini bangladesi oltre il confine durante la notte. Il capo ministro dell’Assam, Himanta Biswa Sarma, ha alimentato il dibattito il mese scorso, affermando in un’intervista televisiva che relazioni tese tra India e Bangladesh sono preferibili se contribuiscono a ridurre l’immigrazione illegale.

Nuova Delhi preme su Dhaka per accelerare i controlli di nazionalità in vista delle espulsioni


Secondo le Procedure Operative Standard del 2015 sul Rimpatrio, ogni persona dichiarata bangladese deve essere intervistata da un funzionario della alta commissione del Bangladesh e confrontata con banche dati di identità. Delhi afferma che oltre 3.000 casi sono in attesa di verifica da più di sei mesi, bloccando i voli di deportazione e gravando sui bilanci statali per la detenzione. Le autorità bangladesi replicano che molti detenuti non hanno legami verificabili e accusano l’India di “esagerazioni statistiche”.

Perché è importante per la mobilità lavorativa: la detenzione prolungata e le deportazioni che fanno notizia irrigidiscono le opinioni pubbliche, rendendo più difficile per il personale bangladese legittimo ottenere visti di lavoro in India, soprattutto nei settori delle infrastrutture e del real estate nel nord-est. Diversi appaltatori EPC hanno riferito all’Observer di ritardi fino a due mesi per ottenere l’autorizzazione per saldatori e montatori bangladesi, fondamentali per i progetti idroelettrici. Gli esperti suggeriscono che un’identificazione più rapida e tecnologica – potenzialmente basata su dati biometrici simili all’Aadhaar – potrebbe depoliticizzare il processo. Fino ad allora, le aziende che trasferiscono personale qualificato dal Bangladesh in India dovrebbero prevedere tempi più lunghi, richiedere prove documentali solide della nazionalità e monitorare il clima politico a livello statale, che potrebbe influenzare gli Uffici di Registrazione degli Stranieri locali.
Fonte: The Daily Observer (Bangladesh)

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