
Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio australiano (DFAT) ha aggiornato il suo avviso Smartraveller per l’India, con la pagina che ora riporta "Ancora valido al 8 maggio 2026". Sebbene il livello di allerta generale — "adottare un alto grado di cautela" — rimanga invariato, l’aggiornamento ribadisce che **tutti i viaggiatori, inclusi i titolari della carta Overseas Citizen of India, devono compilare la e-Arrival Card online fino a 72 ore prima della partenza**. Il promemoria arriva a un mese dalla sostituzione del modulo cartaceo di sbarco con una dichiarazione digitale disponibile su indianvisaonline.gov.in/earrival. Le compagnie aeree hanno iniziato a negare l’imbarco a chi non presenta il codice QR generato automaticamente, colpendo sia turisti che dirigenti d’azienda. DFAT avverte inoltre che, a seconda dell’itinerario, potrebbe essere richiesto di compilare un modulo cartaceo all’arrivo — un dettaglio che i responsabili della mobilità dovrebbero segnalare nelle briefing pre-viaggio. Oltre alla documentazione, l’avviso indica come zone "vietate" il Territorio dell’Unione di Jammu e Kashmir, il confine India-Pakistan e Manipur, a causa di terrorismo e disordini civili. Le aziende con sedi a Gurugram e Noida sono invitate a mantenere piani di evacuazione solidi; le polizze assicurative di viaggio devono coprire la violenza politica. Perché l’aggiornamento è importante: molte imprese australiane ruotano team di progetto in India con visti e-Business da 30 o 90 giorni. Saltare la finestra per la e-Arrival mette a rischio i programmi serrati e può causare costose modifiche ai biglietti. I travel manager dovrebbero integrare la compilazione della e-Arrival negli strumenti di prenotazione online e attivare promemoria automatici 96 ore prima del volo. Il bollettino DFAT è anche un utile promemoria per le multinazionali con dipendenti con doppia cittadinanza australiana-indiana: gli ufficiali dell’immigrazione indiana controllano regolarmente che i cittadini con doppio passaporto entrino con il documento corretto (passaporto indiano o OCI). In caso contrario, i viaggiatori rischiano di finire nella lista nera dei "passaporti errati", con ritardi nei permessi di uscita.
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