
L’Ambasciata cinese in Bangladesh ha deciso di contrastare le frodi legate ai visti imponendo che, a partire dal 5 luglio 2026, solo le agenzie di viaggio accreditate dall’International Air Transport Association (IATA) possano presentare le domande di visto per conto dei cittadini bangladesi. In un avviso pubblicato il 22 maggio 2026, la missione ha denunciato irregolarità diffuse, tra cui lettere di invito false, costi di servizio nascosti e ritardi intenzionali volti a estorcere “tangenti” ai richiedenti. Secondo le nuove regole, gli agenti non accreditati rischiano azioni legali per essersi spacciati per rappresentanti dell’ambasciata o per aver dichiarato falsamente il proprio status ufficiale. L’ambasciata ha inoltre ribadito che non concede alcun trattamento preferenziale a intermediari e ha invitato i richiedenti a presentare direttamente la domanda tramite il portale ufficiale del Chinese Visa Application Service Centre per evitare truffe. Per le aziende che trasferiscono tecnici e manager bangladesi in Cina, questa novità comporta due conseguenze immediate. Innanzitutto, le imprese devono verificare la catena di fornitori di agenzie di viaggio, assicurandosi che i partner dispongano di un numero IATA attivo e siano registrati presso l’ambasciata. In secondo luogo, i tempi di elaborazione potrebbero allungarsi temporaneamente a causa dell’uscita dal mercato delle agenzie non conformi; i team di mobilità dovrebbero quindi prevedere margini di tempo extra nei progetti durante l’estate. Questa stretta segue iniziative simili adottate dalle missioni cinesi in Pakistan, Sri Lanka e Kenya, volte a professionalizzare il supporto terzo per i visti. Gli osservatori ritengono che Pechino voglia tutelare l’integrità dei suoi programmi in espansione di visti senza visto per soggiorni brevi e di e-visa, garantendo l’affidabilità della documentazione di supporto. A lungo termine, i sistemi di agenti accreditati potrebbero aprire la strada a una presentazione completamente digitale, in cui fornitori verificati si collegherebbero direttamente ai sistemi consolari cinesi, riducendo errori di inserimento manuale e migliorando i controlli di sicurezza con verifiche di autenticità in tempo reale.
Fonte: Daily Sun (Bangladesh)
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