
L’Unità della Guardia di Frontiera dei Carpazi, con sede a Zakopane, ha reso noto il 14 giugno che gli agenti hanno espulso una cittadina ucraina di 45 anni per aver superato il periodo di soggiorno senza visto e per aver lavorato senza autorizzazione. Le è stato imposto un divieto di ingresso in Polonia e nell’area Schengen della durata di cinque anni. In un caso separato, un uomo georgiano è stato fermato mentre tentava di lasciare la Polonia con una carta di soggiorno contraffatta. Questi due episodi evidenziano l’applicazione da parte della Polonia delle procedure amministrative accelerate introdotte lo scorso dicembre: la donna ucraina ha ricevuto l’ordine di rimpatrio ed è stata trasferita al valico di frontiera di Medyka entro 24 ore dall’arresto. Per le aziende che impiegano cittadini ucraini sotto il regime speciale di protezione, il caso rappresenta un monito: lavorare senza una dichiarazione formale o un permesso resta un reato. Secondo le statistiche della Guardia di Frontiera, le falsificazioni di permessi di soggiorno polacchi sono aumentate del 18% su base annua, spingendo aeroporti e terminal ferroviari del sud a installare scanner documentali aggiuntivi. Ai viaggiatori in possesso di vecchie tessere di plastica si consiglia di arrivare con anticipo in caso di controlli supplementari. Dal punto di vista della responsabilità, le organizzazioni dovrebbero verificare che i fornitori di supporto per le assegnazioni registrino correttamente il personale ucraino nel nuovo portale digitale “Praca” e che vengano emesse lettere di autorizzazione all’uscita prima di viaggi personali fuori dalla Polonia. Le autorità di frontiera sottolineano che i lavoratori transfrontalieri legittimi sono sempre benvenuti, ma avvertono che le sanzioni per frode documentale possono includere divieti di ingresso pluriennali nell’UE e procedimenti penali nel paese di emissione.
Fonte: Radio Alex 105.2 FM
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