
Il governo brasiliano ha compiuto un passo decisivo il 16 giugno 2026 firmando un Accordo di Cooperazione Tecnica che coinvolge il Ministero dei Porti e degli Aeroporti, il Consiglio Nazionale della Procura Pubblica e la Procura Militare in uno sforzo congiunto per combattere le reti di tratta di esseri umani che operano attraverso i principali punti di accesso del Brasile al mondo. Battezzato “Manas que Protegem”, l’accordo stabilisce protocolli per l’identificazione, la segnalazione e la persecuzione dei casi di sfruttamento minorile, abusi sessuali e lavoro forzato in 34 porti marittimi, 36 aeroporti pubblici e 13 hub fluviali.
Un’unità dedicata all’analisi del rischio incrocerà i dati sui movimenti passeggeri provenienti dalla Polizia Federale e dai sistemi doganali con le informazioni fornite dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine (UNODC) e Interpol. Il personale in prima linea — dagli addetti al check-in delle compagnie aeree agli scaricatori — riceverà una formazione obbligatoria per riconoscere segnali di allarme visivi, mentre una nuova linea telefonica attiva 24 ore su 24 velocizzerà l’inoltro delle vittime sospette a rifugi specializzati e assistenza consolare.
Sebbene il Brasile disponga già di un Piano Nazionale per il Contrasto alla Tratta di Esseri Umani, l’applicazione delle norme nei nodi di trasporto è stata finora irregolare. Formalizzando le procedure e unendo i budget, l’accordo mira a chiudere le falle sfruttate dai gruppi criminali, come documenti di viaggio falsi e “corrieri” costretti a trasportare merci di contrabbando. La partnership introduce anche obiettivi di performance: ogni autorità aeroportuale e portuale partecipante dovrà presentare rapporti trimestrali sugli incidenti e dimostrare una riduzione anno su anno degli indicatori di tratta, pena sanzioni finanziarie legate ai contratti di concessione.
Per le multinazionali che gestiscono programmi di mobilità in Brasile, il patto rappresenta sia una garanzia sia un obbligo di conformità. I travel manager devono aspettarsi controlli più rigorosi sui gruppi in partenza — in particolare i minori che viaggiano per scambi sportivi o culturali — e prevedere tempi supplementari per ispezioni secondarie. Le aziende che operano rotazioni di equipaggi marittimi dovranno ora documentare la formazione anti-tratta per gli agenti di bordo, pena multe salate secondo la Legge sulla Migrazione del 2017.
In termini pratici, i viaggiatori noteranno nuova segnaletica nelle sale partenze con l’invito a “Osservare, Segnalare, Proteggere”, mentre le app delle compagnie aeree mostreranno avvisi pop-up su come inviare segnalazioni anonime. Nel medio termine, le autorità sperano che questo modello integrato diventi un esempio per accordi regionali con Argentina, Uruguay e Cile, rafforzando ulteriormente la rete di sicurezza della mobilità in Sud America.
Un’unità dedicata all’analisi del rischio incrocerà i dati sui movimenti passeggeri provenienti dalla Polizia Federale e dai sistemi doganali con le informazioni fornite dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine (UNODC) e Interpol. Il personale in prima linea — dagli addetti al check-in delle compagnie aeree agli scaricatori — riceverà una formazione obbligatoria per riconoscere segnali di allarme visivi, mentre una nuova linea telefonica attiva 24 ore su 24 velocizzerà l’inoltro delle vittime sospette a rifugi specializzati e assistenza consolare.
Sebbene il Brasile disponga già di un Piano Nazionale per il Contrasto alla Tratta di Esseri Umani, l’applicazione delle norme nei nodi di trasporto è stata finora irregolare. Formalizzando le procedure e unendo i budget, l’accordo mira a chiudere le falle sfruttate dai gruppi criminali, come documenti di viaggio falsi e “corrieri” costretti a trasportare merci di contrabbando. La partnership introduce anche obiettivi di performance: ogni autorità aeroportuale e portuale partecipante dovrà presentare rapporti trimestrali sugli incidenti e dimostrare una riduzione anno su anno degli indicatori di tratta, pena sanzioni finanziarie legate ai contratti di concessione.
Per le multinazionali che gestiscono programmi di mobilità in Brasile, il patto rappresenta sia una garanzia sia un obbligo di conformità. I travel manager devono aspettarsi controlli più rigorosi sui gruppi in partenza — in particolare i minori che viaggiano per scambi sportivi o culturali — e prevedere tempi supplementari per ispezioni secondarie. Le aziende che operano rotazioni di equipaggi marittimi dovranno ora documentare la formazione anti-tratta per gli agenti di bordo, pena multe salate secondo la Legge sulla Migrazione del 2017.
In termini pratici, i viaggiatori noteranno nuova segnaletica nelle sale partenze con l’invito a “Osservare, Segnalare, Proteggere”, mentre le app delle compagnie aeree mostreranno avvisi pop-up su come inviare segnalazioni anonime. Nel medio termine, le autorità sperano che questo modello integrato diventi un esempio per accordi regionali con Argentina, Uruguay e Cile, rafforzando ulteriormente la rete di sicurezza della mobilità in Sud America.
Fonte: Rádio Itatiaia
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