
Il Dipartimento di Giustizia irlandese ha ampliato l’elenco delle nazionalità che necessitano di visto per viaggi a breve termine. In un comunicato stampa del 11 giugno 2026, il Ministro per la Migrazione Colm Brophy ha confermato che, a partire dal 15 giugno, i cittadini di Nicaragua, Saint Kitts e Nevis e Saint Lucia dovranno ottenere un visto irlandese prima di imbarcarsi su un volo o transitare attraverso lo Stato. I titolari di passaporti diplomatici e di servizio non sono esentati, e per i viaggiatori in transito in Irlanda sono obbligatori visti di transito separati. Questa misura fa parte di un processo graduale volto ad allineare il regime dei visti irlandese a quello del Regno Unito e dell’area Schengen. Negli ultimi anni Dublino ha introdotto l’obbligo di visto per Eswatini, Lesotho, Nauru e Trinidad e Tobago e, all’inizio di questo mese, ha abolito la possibilità di ricorso per la maggior parte dei rifiuti di visto a breve termine. Secondo i dati di valutazione del rischio, si è registrato un aumento costante delle richieste di ingresso infondate provenienti dai tre Paesi appena inseriti nella lista. Sebbene il numero complessivo sia limitato (meno di 1.500 arrivi all’anno), il tasso di rifiuto è stato significativamente superiore alla media globale. Sono previste disposizioni transitorie limitate fino al 14 luglio 2026: i viaggiatori che hanno prenotato e pagato i biglietti prima del 15 giugno potranno ancora entrare senza visto, purché siano in possesso della prova d’acquisto e di un passaporto valido. Dopo tale data, le compagnie aeree saranno obbligate a negare l’imbarco ai passeggeri senza visto, e gli agenti di frontiera rifiuteranno l’ingresso. Le compagnie aeree sono state informate dall’Irish Naturalisation and Immigration Service (INIS) e rischiano sanzioni in caso di mancato rispetto. Per le aziende, la novità comporta due implicazioni immediate: innanzitutto, i datori di lavoro irlandesi che ospitano visitatori a breve termine (ad esempio per riunioni commerciali o formazione) devono considerare un tempo di attesa per il visto di sei-otto settimane; in secondo luogo, i team di mobilità globale dovrebbero verificare eventuali viaggi già prenotati per dipendenti con i passaporti interessati e, se necessario, riorganizzare i piani o avviare urgentemente le richieste di visto. L’INIS assicura che la capacità di elaborazione sarà monitorata e adeguata in caso di aumento della domanda. I consulenti per l’immigrazione sottolineano che i cittadini di Nicaragua, Saint Lucia e Saint Kitts e Nevis in possesso di un valido Permesso di Soggiorno irlandese (IRP) non sono interessati dalla modifica. Inoltre, la nuova normativa non riguarda l’ingresso in Irlanda del Nord (giurisdizione separata del Regno Unito), dove sono già in vigore regole sui visti diverse e, in alcuni casi, più restrittive.