
Operazione “Juro Zero”, avviata il 21 maggio 2026, ha colpito un’organizzazione criminale che attirava colombiani in Brasile con false offerte di lavoro nel settore turistico, per poi costringerli a lavorare in condizioni di schiavitù per debiti nell’entroterra dello stato di Rio de Janeiro. Sono stati eseguiti mandati di perquisizione a Pinheiral e Resende, dove sono state scoperte abitazioni fatiscenti e prove di estorsione. Secondo gli investigatori, le vittime erano obbligate a rimborsare i costi di viaggio e alloggio con tassi d’interesse usurari, rimanendo così intrappolate. Alcuni venivano costretti a riscuotere i debiti per conto della banda sotto minaccia di violenza, comportamento che i procuratori classificano come lavoro assimilabile alla schiavitù secondo il Codice Penale brasiliano. L’operazione arriva mentre il Brasile si prepara a presentare il suo primo rapporto post-pandemico sul Traffico di Persone (TIP) alle Nazioni Unite. Le aziende del settore ospitalità ad alta intensità di manodopera, in particolare quelle che assumono personale stagionale straniero per il prossimo Carnevale e gli eventi di Formula 1, dovrebbero rivedere attentamente la due diligence della loro catena di fornitura per evitare responsabilità ai sensi della Legge brasiliana sulla Responsabilità per la Schiavitù Moderna del 2015. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i datori di lavoro autentici possono ancora assumere colombiani tramite la procedura semplificata di residenza temporanea Mercosur, che garantisce un percorso legale di lavoro e parità di diritti fondamentali con i lavoratori brasiliani. Punto chiave: selezionare con cura le agenzie di reclutamento e assicurarsi che tutti i lavoratori stranieri abbiano il permesso Mercosur corretto; le sanzioni per reati legati al traffico di persone includono la messa al bando delle aziende dagli appalti pubblici fino a cinque anni.
Fonte: Agência Brasil