
Delegati dei 27 Stati membri dell’UE si sono riuniti a Bruxelles il 25 giugno per l’ultima sessione del **Gruppo di Lavoro sui Visti** del Consiglio, l’organo tecnico che definisce la politica sui visti Schengen. Al centro dell’agenda: la revisione dell’articolo 25a del Codice dei Visti, che consente all’UE di *sospendere* la libera circolazione senza visto per i cittadini di paesi terzi qualora i loro governi non collaborino sui rimpatri o rappresentino rischi per la sicurezza. Un documento di discussione diffuso prima dell’incontro propone di abbassare la soglia per attivare la sospensione e ridurre i tempi di preavviso da nove a sei mesi: modifiche che, se approvate, aumenterebbero il potere negoziale dell’UE nei confronti degli Stati dei Balcani occidentali e dell’America Latina, i cui cittadini talvolta si trattengono oltre il permesso o presentano richieste di asilo infondate in Belgio e paesi limitrofi. Per i datori di lavoro belgi questo è rilevante, dato che il 29% delle domande di visto per affari a breve termine gestite dai consolati belgi nel 2025 riguardava paesi attualmente esenti da visto. Una sospensione comporterebbe l’imposizione improvvisa di obblighi di visto, costi aggiuntivi per le procedure e possibili ritardi nell’arrivo di visitatori presso sedi centrali o cantieri di progetto. I gruppi di interesse dei settori tecnologico e delle scienze della vita, entrambi impegnati in frequenti visite di trasferimento di conoscenze da centri di ricerca in Argentina, Colombia e Serbia, sollecitano il governo belga a chiedere periodi di transizione chiari per evitare che i viaggiatori già muniti di biglietto restino bloccati. Sebbene l’incontro di giovedì fosse solo preparatorio, i diplomatici indicano che un testo legislativo potrebbe arrivare al COREPER entro settembre, rendendo il primo trimestre del 2027 la prima data pratica per una sospensione. I responsabili della mobilità dovrebbero comunque mappare le dipendenze della forza lavoro dai cittadini esenti da visto e iniziare a pianificare scenari.
Fonte: Council of the EU
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