
Durante una riunione degli ambasciatori dell’UE a Bruxelles il 26 giugno 2026, la Francia si è unita all’Italia nel rifiutare una proposta che avrebbe vietato l’ingresso nell’area Schengen a tutti i combattenti russi attivi e ex. La misura, sostenuta da undici Stati membri del Nord e dell’Est Europa, prevedeva l’inserimento di domande sul servizio militare nel modulo comune di richiesta del visto UE e il rifiuto automatico per chi avesse prestato servizio nelle forze armate russe dopo febbraio 2022. Parigi sostiene che esclusioni generali basate sul servizio militare passato violerebbero i diritti fondamentali dell’UE e potrebbero aprire la strada a contenziosi di massa nei tribunali amministrativi francesi. Il Ministero degli Esteri francese preferisce invece controlli di sicurezza individuali tramite banche dati esistenti come il Sistema d’Informazione Schengen (SIS) e il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES). I funzionari avvertono inoltre che il divieto potrebbe compromettere canali diplomatici fragili che Parigi mantiene con Mosca su questioni umanitarie, inclusi scambi di prigionieri e cooperazione sul patrimonio culturale. Le associazioni imprenditoriali hanno accolto positivamente la posizione francese. La Camera di Commercio Franco-Russa ha sottolineato che oltre 400 aziende francesi operano ancora in Russia con accordi di riduzione o sospensione delle attività e dipendono da una mobilità limitata del personale in entrambe le direzioni per lavori di conformità, audit e arbitrati. Un divieto categorico, affermano, avrebbe complicato le strategie di uscita e aumentato i rischi legali e di sicurezza per i dirigenti con doppio passaporto. La Commissione dovrebbe riscrivere il testo nelle prossime settimane, ma sarà comunque necessaria l’unanimità nel Consiglio. Per ora, i cittadini russi che hanno completato il servizio militare obbligatorio possono continuare a richiedere visti francesi per soggiorni brevi, anche se i consolati manterranno le procedure di controllo rafforzate introdotte nel 2022. Le aziende che pianificano viaggi per il personale basato in Russia devono prepararsi a tempi di elaborazione più lunghi e possibili richieste di documentazione aggiuntiva sulla storia lavorativa del richiedente.
Fonte: Euronews
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