
Il Comando della Guardia di Frontiera Nadwiślański in Polonia ha riferito il 30 giugno che gli agenti della pattuglia di Modlin hanno fermato un Volkswagen monovolume sull’autostrada S8 nei pressi di Wyszków, scoprendo tre uomini che dichiaravano cittadinanza eritrea e un uomo proveniente dall’Etiopia, entrati irregolarmente in Polonia dalla Lituania due giorni prima. Il conducente, un ucraino di 20 anni, è stato arrestato con l’accusa di facilitare attraversamenti illegali di confine. Secondo gli investigatori, i colleghi lituani avevano individuato per primi il gruppo mentre attraversava la cosiddetta “frontiera verde” il 26 giugno. Le informazioni in tempo reale sono state trasmesse alle unità polacche, che hanno seguito la presunta rotta di contrabbando verso la Germania. I pubblici ministeri sostengono che il corriere ucraino avrebbe ricevuto 1.000 euro per ogni passeggero consegnato a un punto di scambio vicino al confine tedesco. Il caso evidenzia l’uso continuativo della Polonia come corridoio di transito per migranti irregolari che entrano nell’UE attraverso gli Stati baltici e tentano poi di raggiungere l’Europa occidentale. Secondo le procedure accelerate di rimpatrio, due dei cittadini eritrei sono già stati trasferiti in Lituania; l’etiope è sottoposto a procedimenti di rimpatrio amministrativo, mentre il conducente è stato posto in custodia cautelare per tre mesi in attesa del processo. Per le aziende che spostano personale tra Polonia, Germania e la regione nordica, l’episodio preannuncia un probabile proseguimento dei controlli a campione sulle principali vie di comunicazione est-ovest, sia stradali che ferroviarie. Le società di logistica dovrebbero informare gli autisti sui tempi di attesa più lunghi nelle zone di confine, mentre i team di mobilità potrebbero fornire documentazione aggiuntiva ai dipendenti legittimi provenienti da paesi terzi che viaggiano via terra, per evitare problemi di identificazione errata. Il governo polacco ha più volte difeso i controlli temporanei alle frontiere con Germania e Lituania come “proporzionati e basati su informazioni di intelligence”. L’ultimo arresto rafforzerà la posizione di Varsavia quando i ministri dell’interno dell’UE discuteranno a settembre l’eventuale proroga di tali misure.
Fonte: Nadwiślański Border Guard