
L'Ufficio Immigrazione (BOI) ha emesso un nuovo avviso pubblico il 1° luglio 2026, chiarendo che i titolari della carta Overseas Citizen of India (OCI) devono ottenere un'approvazione preventiva prima di svolgere sei attività specifiche in India. Il promemoria arriva a seguito di segnalazioni di giornalisti e ricercatori stranieri giunti senza le necessarie autorizzazioni. Le attività — ricerca, lavoro giornalistico, attività missionaria/Tablighi, alpinismo, tirocini o impieghi presso missioni diplomatiche straniere e visite in Aree Protette, Riservate o Vietate — richiedono da tempo un ‘permesso speciale’ o un’approvazione FRRO/Missione, ma la consapevolezza tra i visitatori abituali resta limitata. Il mancato rispetto può comportare la cancellazione dello status OCI, multe o espulsione. Il BOI invita i richiedenti a presentare domanda online tramite il portale OCI Services con almeno otto settimane di anticipo. I tempi di elaborazione variano in base alle autorizzazioni dei ministeri della Difesa, Interni ed Esteri. L’avviso è rilevante per le multinazionali che impiegano personale OCI in missioni brevi in India: i team HR devono verificare se i ruoli di progetto rientrano in ‘attività di ricerca’ o ‘giornalismo’. Case editrici e ONG dovrebbero pianificare con largo anticipo le tempistiche di invio, mentre gli operatori di turismo avventuroso devono assicurarsi che gli alpinisti stranieri siano muniti di permessi per scalare le vette himalayane. Il comunicato arriva nel contesto della più ampia digitalizzazione governativa — la registrazione OCI è completamente online dal 1° maggio 2026 — e di un rafforzamento delle misure di sicurezza dopo le falle registrate durante gli eventi G20 dello scorso anno.
Fonte: Babushahi