
A soli tre mesi dall’attivazione del tanto atteso Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea, i viaggiatori britannici iniziano a risentirne. I turisti diretti in Spagna, Francia e Italia devono ora fornire impronte digitali e scansioni facciali al primo confine Schengen che attraversano. Nel frattempo, le compagnie di assicurazione viaggio hanno confermato che i ritardi causati da “normali procedure di frontiera” come l’EES non danno diritto a risarcimenti. Secondo gli analisti di consumo Defaqto, citati da MoneyWeek il 6 luglio, nessuna polizza britannica copre attualmente voli o traghetti persi a causa delle code per la registrazione biometrica. Chi supera il limite di 90 giorni su 180 nel territorio Schengen rischia multe fino a 10.000 euro e divieti di ingresso pluriennali. Aeroporti come Malaga e Nizza segnalano tempi di attesa aumentati del 30-50% per i cittadini di paesi terzi non ancora registrati, spingendo le compagnie aeree a consigliare di presentarsi in aeroporto con almeno tre ore di anticipo. I principali operatori di autobus britannici stanno aggiungendo pause extra nei servizi continentali, mentre i tour operator avvertono che le escursioni del primo giorno potrebbero subire riduzioni in caso di ritardi all’arrivo. Per i responsabili della mobilità aziendale il consiglio è chiaro: verificare la storia dei viaggi dei dipendenti per assicurarsi che rispettino i limiti Schengen; informare il personale sull’importanza di registrare impronte e volto al primo viaggio; e prevedere tempi supplementari in aeroporto nelle agende degli incontri.
Fonte: MoneyWeek
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