
Il Governo indiano ha avviato uno dei più grandi aggiornamenti tecnologici al suo programma di cittadinanza per origine negli ultimi vent’anni. A partire dall’8 luglio 2026, i nuovi richiedenti lo status di Overseas Citizen of India (OCI) riceveranno una carta elettronica sicura, basata su app, chiamata e-OCI, che sostituirà il tradizionale libretto color bordeaux. L’Ufficio Immigrazione (BoI) ha confermato che i libretti fisici esistenti resteranno validi, ma non sarà più necessario portarli con sé durante i viaggi.
Questa novità fa parte delle Regole di Cittadinanza (Modifica) 2026, che puntano a digitalizzare ogni fase del ciclo di vita dell’OCI. Le domande, il controllo dello stato e l’aggiornamento del profilo potranno ora essere gestiti interamente online; l’unico passaggio in presenza sarà un breve colloquio per chi richiede lo status tramite matrimonio con un cittadino indiano. Fondamentale è anche l’eliminazione della necessità di richiedere la “riemissione” della carta dopo il cambio di passaporto a 20 o 50 anni, un processo che finora comportava costi e ansie ricorrenti per la diaspora indiana. Basterà caricare i dati del nuovo passaporto sul portale dei servizi OCI, dove la carta digitale verrà aggiornata entro 48 ore.
Per i viaggiatori d’affari e i lavoratori multinazionali di origine indiana, la comodità è immediata. Le compagnie aeree hanno già iniziato a integrare la scansione del codice QR dell’e-OCI nei pass di imbarco digitali, mentre alcuni aeroporti – tra cui Delhi, Mumbai e Bengaluru – accetteranno l’e-OCI ai varchi automatizzati di immigrazione entro la fine del trimestre. I datori di lavoro che necessitano di spostamenti rapidi di dirigenti senior stimano che l’eliminazione delle procedure legate al libretto ridurrà i tempi di mobilitazione di almeno una settimana.
La sicurezza dei dati è stata un tema centrale durante le consultazioni con le parti interessate. Il Ministero degli Interni assicura che l’e-OCI utilizza lo stesso standard di crittografia del chip del passaporto elettronico indiano e non memorizza dati biometrici sui dispositivi. In caso di smarrimento del telefono, le credenziali non sono compromesse: gli utenti possono rigenerare il codice QR accedendo da un nuovo dispositivo.
Questo aggiornamento si inserisce anche nella più ampia visione indiana di “frontiere senza contatto”. Entro il 2027, tutti i titolari di OCI saranno pre-approvati per il Programma di Immigrazione Fast-Track – Viaggiatori Fidati (FTI-TTP), che consentirà loro di utilizzare i varchi automatizzati all’arrivo. Per una diaspora che compie circa otto milioni di viaggi in India ogni anno, questa innovazione rappresenta un salto atteso verso la comodità digitale.
Questa novità fa parte delle Regole di Cittadinanza (Modifica) 2026, che puntano a digitalizzare ogni fase del ciclo di vita dell’OCI. Le domande, il controllo dello stato e l’aggiornamento del profilo potranno ora essere gestiti interamente online; l’unico passaggio in presenza sarà un breve colloquio per chi richiede lo status tramite matrimonio con un cittadino indiano. Fondamentale è anche l’eliminazione della necessità di richiedere la “riemissione” della carta dopo il cambio di passaporto a 20 o 50 anni, un processo che finora comportava costi e ansie ricorrenti per la diaspora indiana. Basterà caricare i dati del nuovo passaporto sul portale dei servizi OCI, dove la carta digitale verrà aggiornata entro 48 ore.
Per i viaggiatori d’affari e i lavoratori multinazionali di origine indiana, la comodità è immediata. Le compagnie aeree hanno già iniziato a integrare la scansione del codice QR dell’e-OCI nei pass di imbarco digitali, mentre alcuni aeroporti – tra cui Delhi, Mumbai e Bengaluru – accetteranno l’e-OCI ai varchi automatizzati di immigrazione entro la fine del trimestre. I datori di lavoro che necessitano di spostamenti rapidi di dirigenti senior stimano che l’eliminazione delle procedure legate al libretto ridurrà i tempi di mobilitazione di almeno una settimana.
La sicurezza dei dati è stata un tema centrale durante le consultazioni con le parti interessate. Il Ministero degli Interni assicura che l’e-OCI utilizza lo stesso standard di crittografia del chip del passaporto elettronico indiano e non memorizza dati biometrici sui dispositivi. In caso di smarrimento del telefono, le credenziali non sono compromesse: gli utenti possono rigenerare il codice QR accedendo da un nuovo dispositivo.
Questo aggiornamento si inserisce anche nella più ampia visione indiana di “frontiere senza contatto”. Entro il 2027, tutti i titolari di OCI saranno pre-approvati per il Programma di Immigrazione Fast-Track – Viaggiatori Fidati (FTI-TTP), che consentirà loro di utilizzare i varchi automatizzati all’arrivo. Per una diaspora che compie circa otto milioni di viaggi in India ogni anno, questa innovazione rappresenta un salto atteso verso la comodità digitale.
Fonte: The Economic Times
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