
La Australian Border Force (ABF) ha avviato un’indagine su un incidente critico dopo che un detenuto è stato trovato privo di sensi presso il Melbourne Immigration Detention Centre poco dopo le 6 del mattino di venerdì 10 luglio. I paramedici hanno dichiarato l’uomo deceduto sul posto. L’identità e la nazionalità dell’individuo sono al momento riservate in attesa della notifica ai familiari, ma fonti indicano che si trattava di un soggetto con visto scaduto da lungo tempo in attesa di espulsione. In una nota, l’ABF ha comunicato che la polizia del Victoria è stata informata secondo i protocolli standard e che il caso sarà sottoposto all’attenzione del medico legale. L’episodio riaccende l’attenzione sulle condizioni dei centri di detenzione chiusi in Australia, a seguito di un rapporto del comitato del Senato di maggio che chiedeva un maggiore supporto per la salute mentale e una risoluzione più rapida dei casi per ridurre la detenzione prolungata. L’organizzazione per i diritti umani Refugee Legal ha chiesto un’inchiesta indipendente, sottolineando che si tratta della terza morte nella rete di detenzione per immigrati negli ultimi 12 mesi. Le associazioni a tutela dei detenuti sostengono che la detenzione amministrativa prolungata, spesso dovuta a cancellazioni di visti per motivi di carattere, aggrava i rischi per la salute mentale. Per i responsabili della mobilità internazionale, il caso evidenzia l’importanza di rispettare rigorosamente le condizioni dei visti: i lavoratori aziendali che superano la durata consentita o violano i diritti lavorativi possono incorrere in detenzione obbligatoria e cancellazione del visto ai sensi della sezione 116 del Migration Act. Si ricorda ai datori di lavoro di utilizzare i controlli VEVO per monitorare lo status dei visti del personale e di avviare le richieste di rinnovo con largo anticipo rispetto alla scadenza. La ministra degli Affari Interni Clare O’Neil ha dichiarato che il governo sta portando avanti riforme per ampliare le alternative comunitarie alla detenzione per i gruppi a basso rischio, ma che “i casi gravi o irrisolti di carattere richiederanno comunque la detenzione sicura per proteggere la comunità.”
Fonte: Australian Border Force