
Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio australiano (DFAT) ha aggiornato il 10 luglio il suo avviso Smartraveller per l’Iran, ribadendo il divieto di viaggio e richiamando l’attenzione dei viaggiatori sulla Determinazione di Controllo degli Arrivi, che vieta l’ingresso in Australia alla maggior parte dei titolari di passaporto iraniano con visti turistici (sottoclasse 600) fino almeno a fine settembre. Il meccanismo di Controllo degli Arrivi, attivato a marzo con i nuovi poteri della Legge sull’Immigrazione in un contesto di tensioni regionali, sospende la validità dei visti per sei mesi quando il ministro ritiene che i non cittadini possano cercare di rimanere in Australia in seguito a cambiamenti nel loro paese d’origine. Gli attivisti per i diritti umani denunciano questa misura come un divieto generalizzato che penalizza turisti e visitatori familiari autentici. Il Ministero dell’Interno sostiene che la determinazione è “mirata e temporanea”, mantenendo aperte le vie umanitarie. Le compagnie aeree che operano rotte verso il Medio Oriente segnalano confusione ai banchi del check-in, con alcuni iraniani con doppia cittadinanza che viaggiano con passaporti alternativi, mentre chi possiede un solo passaporto viene negato l’imbarco. Le agenzie di gestione viaggi con clienti diretti in Australia da Europa e Golfo consigliano ai passeggeri interessati di procurarsi documenti di cittadinanza secondaria o di posticipare il viaggio. Per le aziende australiane che ospitano esperti tecnici a breve termine da team multinazionali, l’avviso implica che i cittadini iraniani potrebbero dover utilizzare visti per Innovazione e Investimento Aziendale o per Formazione, non soggetti al divieto, anche se con tempi di elaborazione più lunghi. I datori di lavoro dovrebbero verificare la nazionalità nelle fasi iniziali della pianificazione e valutare soluzioni di lavoro a distanza quando possibile. Il DFAT comunica che la determinazione sarà riesaminata dopo il 26 settembre 2026, ma potrà essere prorogata. I responsabili della mobilità devono monitorare ulteriori aggiornamenti e valutare clausole contrattuali di forza maggiore relative ai divieti di viaggio.
Fonte: DFAT – Smartraveller