
La Cina ha silenziosamente prorogato il suo programma unilaterale di esenzione dal visto di 30 giorni per i visitatori provenienti da 77 paesi — tra cui Australia, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Regno Unito, Canada e Malesia — fino al 31 dicembre 2026. La politica, lanciata inizialmente in via sperimentale alla fine del 2024 con una lista di paesi più ristretta, avrebbe dovuto scadere il 30 giugno 2026. Un avviso aggiornato il 14 luglio dal portale di settore TravelChinaGuide, che cita diverse circolari delle ambasciate e uffici immigrazione locali, mostra la nuova data di scadenza e un elenco ampliato di nazionalità ammesse.
Secondo il programma, i titolari di passaporto ordinario possono entrare nella Cina continentale per turismo, incontri d’affari, visite familiari o transito, e rimanere fino a 30 giorni per ogni ingresso. Non è necessaria una domanda preventiva, ma i viaggiatori devono avere con sé la prova del viaggio di ritorno e della sistemazione. Fondamentale, la proroga mantiene aperta la porta durante la stagione di punta delle fiere commerciali 2026-27 — inclusa la Fiera d’Autunno di Canton e i viaggi di approvvigionamento di fine anno — riducendo gli oneri amministrativi per i responsabili dei viaggi aziendali.
Gli esperti di mobilità interpretano la mossa come un segnale di fiducia nella traiettoria di riapertura post-pandemica della Cina. «Una data di fine fissa avrebbe potuto creare un effetto “scogliera” nelle prenotazioni del terzo trimestre; spostare la validità a dicembre 2026 elimina questa incertezza», spiega Li Wei, partner della società di relocation MoveInChina con sede a Shanghai. Anche le compagnie aeree potrebbero trarne vantaggio: i vettori internazionali hanno già presentato richieste di aumento dei voli per il calendario invernale, puntando su una domanda continua senza visto.
I team di compliance devono però ricordare che il programma non copre attività lavorative, di studio o giornalistiche, e che i soggiorni oltre il limite comportano multe di 500 RMB al giorno fino a un massimo di 10.000 RMB, oltre a possibili divieti di ingresso. I viaggiatori che pianificano visite ripetute possono comunque uscire e rientrare immediatamente per azzerare il conteggio dei 30 giorni, poiché per la maggior parte delle nazionalità non è previsto un periodo di “raffreddamento”.
Con sempre più governi — recentemente Turchia e Brasile — che concedono accesso senza visto ai cittadini cinesi, gli osservatori vedono la proroga come parte di una più ampia spinta alla reciprocità. Non è chiaro se Pechino renderà l’esenzione permanente, ma le autorità affermano che i tassi di utilizzo e di permanenza oltre il limite saranno rivisti «verso la fine dell’anno» prima di una decisione definitiva.
Secondo il programma, i titolari di passaporto ordinario possono entrare nella Cina continentale per turismo, incontri d’affari, visite familiari o transito, e rimanere fino a 30 giorni per ogni ingresso. Non è necessaria una domanda preventiva, ma i viaggiatori devono avere con sé la prova del viaggio di ritorno e della sistemazione. Fondamentale, la proroga mantiene aperta la porta durante la stagione di punta delle fiere commerciali 2026-27 — inclusa la Fiera d’Autunno di Canton e i viaggi di approvvigionamento di fine anno — riducendo gli oneri amministrativi per i responsabili dei viaggi aziendali.
Gli esperti di mobilità interpretano la mossa come un segnale di fiducia nella traiettoria di riapertura post-pandemica della Cina. «Una data di fine fissa avrebbe potuto creare un effetto “scogliera” nelle prenotazioni del terzo trimestre; spostare la validità a dicembre 2026 elimina questa incertezza», spiega Li Wei, partner della società di relocation MoveInChina con sede a Shanghai. Anche le compagnie aeree potrebbero trarne vantaggio: i vettori internazionali hanno già presentato richieste di aumento dei voli per il calendario invernale, puntando su una domanda continua senza visto.
I team di compliance devono però ricordare che il programma non copre attività lavorative, di studio o giornalistiche, e che i soggiorni oltre il limite comportano multe di 500 RMB al giorno fino a un massimo di 10.000 RMB, oltre a possibili divieti di ingresso. I viaggiatori che pianificano visite ripetute possono comunque uscire e rientrare immediatamente per azzerare il conteggio dei 30 giorni, poiché per la maggior parte delle nazionalità non è previsto un periodo di “raffreddamento”.
Con sempre più governi — recentemente Turchia e Brasile — che concedono accesso senza visto ai cittadini cinesi, gli osservatori vedono la proroga come parte di una più ampia spinta alla reciprocità. Non è chiaro se Pechino renderà l’esenzione permanente, ma le autorità affermano che i tassi di utilizzo e di permanenza oltre il limite saranno rivisti «verso la fine dell’anno» prima di una decisione definitiva.
Fonte: TravelChinaGuide
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