
La decisione della Cina di estendere e ampliare il suo programma unilaterale di esenzione dal visto sta iniziando a modificare i modelli di viaggio in entrata. I nuovi dati sulle prenotazioni dell’agenzia online Qunar, rilasciati a Xinhua il 13 luglio, mostrano che nella prima metà del 2026 i titolari di passaporti stranieri hanno acquistato biglietti per 160 diverse città della Cina continentale, rispetto alle 120 dell’anno precedente. Sebbene le quattro grandi porte d’ingresso di Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen rimangano in cima alle classifiche, centri commerciali secondari come Chongqing, Hangzhou, Zhengzhou e Xi’an hanno registrato una crescita a doppia cifra, mentre destinazioni di nicchia, da Daocheng nel Sichuan a Heihe al confine con la Russia, sono apparse per la prima volta nelle classifiche.
Il motore di questo cambiamento è la rapida espansione della politica cinese di ingresso senza visto, che ora consente ai cittadini di 65 paesi soggiorni fino a 30 giorni per affari, turismo, visite familiari o transito. Secondo l’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione, oltre tre quarti di tutti gli arrivi stranieri nella prima metà del 2026 sono avvenuti senza visto. Questa politica elimina un ostacolo amministrativo che in passato limitava molti visitatori d’affari alle città costiere dove sono concentrati consolati e centri visti. Ora i dirigenti possono volare direttamente verso città industriali, nodi logistici e hub di e-commerce interni senza dover attendere pratiche burocratiche.
Il commercio non è l’unico beneficiario. Yiwu, sede del più grande mercato mondiale di piccoli prodotti, ha visto le prenotazioni di voli in entrata aumentare del 62% su base annua, mentre Kashgar, nello Xinjiang, crocevia chiave della Belt and Road, ha fatto il suo debutto nella top 100 di Qunar. Il regime duty-free e doganale esteso a tutta l’isola di Hainan ha contribuito a far entrare Haikou nella top ten, segnalando che il piano della provincia di diventare un porto franco di livello mondiale sta guadagnando terreno tra gli acquirenti stranieri.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il messaggio è chiaro: la ripresa dei viaggi in Cina non è più limitata ai tradizionali punti di ingresso. I team di progetto possono ora raggiungere basi produttive di secondo e terzo livello con voli diretti, spesso senza visto. Le aziende dovrebbero rivedere le loro politiche di viaggio in Cina, aggiornare le valutazioni dei rischi delle destinazioni e informare gli espatriati sulle regole locali di registrazione che restano valide dopo l’arrivo.
Guardando al futuro, gli analisti del settore prevedono una ulteriore dispersione man mano che verranno firmati nuovi accordi bilaterali di esenzione dal visto e lanciate ulteriori rotte internazionali verso le capitali provinciali. Il risultato potrebbe essere una quota strutturalmente più alta di visitatori stranieri — e investimenti esteri — diretti verso l’interno della Cina nei prossimi cinque anni.
Il motore di questo cambiamento è la rapida espansione della politica cinese di ingresso senza visto, che ora consente ai cittadini di 65 paesi soggiorni fino a 30 giorni per affari, turismo, visite familiari o transito. Secondo l’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione, oltre tre quarti di tutti gli arrivi stranieri nella prima metà del 2026 sono avvenuti senza visto. Questa politica elimina un ostacolo amministrativo che in passato limitava molti visitatori d’affari alle città costiere dove sono concentrati consolati e centri visti. Ora i dirigenti possono volare direttamente verso città industriali, nodi logistici e hub di e-commerce interni senza dover attendere pratiche burocratiche.
Il commercio non è l’unico beneficiario. Yiwu, sede del più grande mercato mondiale di piccoli prodotti, ha visto le prenotazioni di voli in entrata aumentare del 62% su base annua, mentre Kashgar, nello Xinjiang, crocevia chiave della Belt and Road, ha fatto il suo debutto nella top 100 di Qunar. Il regime duty-free e doganale esteso a tutta l’isola di Hainan ha contribuito a far entrare Haikou nella top ten, segnalando che il piano della provincia di diventare un porto franco di livello mondiale sta guadagnando terreno tra gli acquirenti stranieri.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il messaggio è chiaro: la ripresa dei viaggi in Cina non è più limitata ai tradizionali punti di ingresso. I team di progetto possono ora raggiungere basi produttive di secondo e terzo livello con voli diretti, spesso senza visto. Le aziende dovrebbero rivedere le loro politiche di viaggio in Cina, aggiornare le valutazioni dei rischi delle destinazioni e informare gli espatriati sulle regole locali di registrazione che restano valide dopo l’arrivo.
Guardando al futuro, gli analisti del settore prevedono una ulteriore dispersione man mano che verranno firmati nuovi accordi bilaterali di esenzione dal visto e lanciate ulteriori rotte internazionali verso le capitali provinciali. Il risultato potrebbe essere una quota strutturalmente più alta di visitatori stranieri — e investimenti esteri — diretti verso l’interno della Cina nei prossimi cinque anni.
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