
Solo due settimane dopo l’entrata in vigore ufficiale, l’aumento delle tariffe per le domande di visto (VAC) inizia a farsi sentire. Le normative pubblicate il 30 giugno 2026, nell’ambito dell’Emendamento alla Legislazione sugli Affari Interni (Misure 2026 n. 1), hanno incrementato del 25% la prima rata delle tariffe per quasi tutte le categorie di visto australiano a partire dal 1° luglio. Un visto turistico standard (sottoclasse 600) ora costa 250 AUD (invece di 200 AUD), mentre il visto per lavoratori sponsorizzati in settori richiesti (sottoclasse 482) è salito da 4.015 a 5.020 AUD. I visti per partner a lungo termine, genitori e investimenti aziendali hanno subito aumenti ancora più consistenti, spesso superiori a 1.000 AUD. Il Dipartimento degli Affari Interni sostiene che i costi dei visti rappresentano solo una piccola parte della spesa totale del viaggio e che quindi l’impatto sulla domanda turistica sarà marginale. Le associazioni di settore sono meno ottimiste. Il Tourism and Transport Forum sottolinea che l’aumento delle tariffe coincide con un dollaro USA forte e un rallentamento del mercato cinese in uscita, rischiando di far apparire l’Australia “troppo costosa” proprio mentre concorrenti regionali come Thailandia, Giappone e Malesia stanno allentando i requisiti d’ingresso o riducendo le tariffe. Per i responsabili della mobilità aziendale il tempismo è cruciale. I budget per i viaggi aziendali del 2026-27 sono stati fissati mesi fa e molti assegnatari hanno presentato domanda dopo il 1° luglio. Le aziende che coprono o rimborsano le tariffe VAC si trovano ora a dover affrontare costi imprevisti che possono arrivare a migliaia di dollari per trasferimenti familiari. I consulenti per l’immigrazione consigliano di inserire clausole di contingenza sulle tariffe nelle lettere di assegnazione e negli ordini d’acquisto, per evitare lunghe discussioni interne su chi debba pagare in caso di variazioni governative a metà ciclo. La modifica stringe anche la liquidità degli agenti di migrazione più piccoli, che spesso anticipano le tariffe per conto dei clienti. Alcuni consulenti di nicchia riferiscono di posticipare le domande per studenti e working holiday fino a quando i fondi non sono disponibili, per evitare di accumulare crediti insoluti. Guardando al futuro, le tariffe VAC continueranno a essere indicizzate annualmente all’inflazione, ma il Governo ha già annunciato ulteriori “aumenti mirati” nel Budget di ottobre. Le aziende che dipendono da viaggiatori frequenti a breve termine dovrebbero quindi rivedere ora le proprie politiche interne sull’immigrazione, prima che arrivi il prossimo shock tariffario.
Fonte: iVisa – Visa News
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