
La Corte Suprema del Brasile ha agito rapidamente sabato 18 luglio 2026 per impedire visite di natura politica all’ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente agli arresti domiciliari per motivi umanitari a Brasilia mentre fa appello contro una condanna per tentato colpo di stato nel 2025. Il giudice Alexandre de Moraes ha respinto una richiesta presentata dalla difesa di Bolsonaro che chiedeva il permesso per una visita privata di cortesia del presidente argentino Javier Milei, prevista per il 25 luglio. Nell’ordinanza di otto pagine, Moraes ha dichiarato che la richiesta era ormai superata, poiché il giorno precedente aveva imposto un divieto generale di 30 giorni a qualsiasi “visita politico-elettorale” al leader ex presidente. Durante questo periodo sono ammessi solo medici, fisioterapisti e avvocati. Il giudice ha inoltre ribadito un divieto più lungo, di 90 giorni, per le visite del senatore Flávio Bolsonaro, dopo che quest’ultimo aveva diffuso una lettera aperta scritta a mano in cui il padre esortava i sostenitori a supportare la sua candidatura presidenziale per il 2026. Sul piano diplomatico, la decisione costringe l’esuberante libertario Milei a cancellare o rivedere radicalmente la sua prima tappa bilaterale in Brasile da quando è entrato in carica nel dicembre 2025. Il leader argentino aveva pianificato l’incontro per segnalare un riavvicinamento dopo mesi di scontri ideologici con l’amministrazione Lula e per attrarre investitori brasiliani del settore agroindustriale in vista dei negoziati commerciali del Mercosur. Per i responsabili della mobilità internazionale, la sentenza evidenzia come misure legali, anche non legate alla sicurezza pubblica, possano stravolgere all’ultimo minuto gli itinerari di personalità di altissimo profilo. Le aziende che organizzano visite di alto livello oltre confine dovrebbero prevedere giorni di riserva, assicurarsi più opzioni di location e monitorare costantemente il sistema giudiziario elettronico brasiliano (Supremo Tribunal Federal e-Proc) per eventuali nuove restrizioni che potrebbero compromettere l’accesso a figure pubbliche. Sebbene l’ordinanza riguardi solo Bolsonaro, gli esperti di conformità sottolineano che limitazioni simili potrebbero essere estese ad altri imputati agli arresti domiciliari, influenzando i viaggi di dignitari stranieri durante le future campagne elettorali in Brasile.
Fonte: Band News