
La Polizia Federale brasiliana (PF) ha avviato l’Operazione “Residência Fantasma” a Uruguaiana (RS) il 16 luglio 2026, eseguendo tre perquisizioni per smantellare un sistema che falsificava documenti di residenza per stranieri in cerca di permessi di soggiorno brasiliani. Le indagini hanno rivelato che i richiedenti presentavano bollette e contratti di locazione di abitazioni mai effettivamente occupate, supportati da dichiarazioni false firmate da complici brasiliani. Le prove sequestrate, tra cui telefoni cellulari e documenti di affitto, saranno sottoposte ad analisi forense per ricostruire l’intera catena di facilitatori, che la PF ritiene coinvolgere intermediari immobiliari e uffici notarili lungo il confine Argentina-Brasile. Gli indagati rischiano accuse di falsità ideologica e uso di documenti falsificati, con pene fino a otto anni di reclusione. L’operazione segue un aumento del 24% anno su anno delle domande di permesso di soggiorno nel Rio Grande do Sul, in parte dovuto a trasferimenti post-pandemia da paesi vicini. Le autorità della PF hanno avvertito che le pratiche fraudolente intasano le code legittime e mettono a rischio l’adempimento da parte del Brasile degli obblighi di condivisione dati previsti dall’Accordo di Residenza del Mercosur. Per le aziende multinazionali, il caso sottolinea l’importanza di verificare autonomamente tutti i documenti a supporto delle domande RNM (Registro Nacional Migratório). I team di mobilità dovrebbero controllare i contratti di locazione aziendali e assicurarsi che i dipendenti comunichino il cambio di residenza entro 30 giorni dal trasferimento, come previsto dal Decreto 9.199/2017. Il Ministero della Giustizia sta sfruttando l’indagine per promuovere un modulo nazionale di verifica elettronica degli indirizzi, il cui progetto pilota è previsto a San Paolo entro fine anno, che collegherà i contratti di affitto al registro immobiliare digitale brasiliano, riducendo così i rischi di frode documentale.
Fonte: Polícia Federal