
Alla terza riunione ministeriale del Consiglio per il Commercio e la Tecnologia India-UE (TTC), co-presieduta il 15 luglio a Bruxelles e riportata in dettaglio il 18 luglio, i negoziatori hanno approvato un progetto pilota che collegherà il prossimo Portafoglio di Identità Digitale dell’Unione Europea con la piattaforma DigiLocker dell’India. La decisione, inserita in un comunicato più ampio su semiconduttori, intelligenza artificiale e catene di approvvigionamento di energia pulita, potrebbe risolvere uno dei problemi più complessi per la mobilità transfrontaliera: la verifica in tempo reale di passaporti, visti e credenziali professionali.
Nel progetto pilota, un gruppo selezionato di professionisti indiani in viaggio d’affari con visti Schengen potrà caricare preventivamente copie verificate della pagina biodati del passaporto, della patente di guida indiana e dei certificati universitari su DigiLocker. All’arrivo nell’UE, gli agenti di frontiera e i potenziali datori di lavoro autenticheranno questi documenti utilizzando le stesse API sicure che i cittadini europei useranno all’interno del mercato unico. In modo reciproco, i dirigenti UE in visita in India potranno condividere documenti d’identità certificati dal portafoglio digitale con le autorità di immigrazione e degli hotel indiani, sostituendo l’attuale prassi di fotocopie cartacee.
Per le multinazionali, le implicazioni sono rilevanti: code più rapide all’immigrazione, controlli KYC più fluidi per conti bancari temporanei e un possibile modello per accettare firme elettroniche nei contratti di lavoro locali. Le società di consulenza stimano che un flusso completamente digitale dei documenti potrebbe ridurre di 30-45 minuti ogni arrivo in aeroporto e abbreviare fino a una settimana i tempi di onboarding per i lavoratori temporanei.
Il progetto pilota durerà sei mesi sotto la supervisione tecnica della National e-Governance Division indiana e della Direzione Generale per le Reti di Comunicazione dell’UE. Le garanzie sulla privacy includono il riconoscimento reciproco delle decisioni di adeguatezza sulla protezione dei dati e registri di consenso controllati dagli utenti. Se avrà successo, i funzionari prevedono di estendere il programma a licenze professionali (medici, architetti), carnet doganali e persino permessi di lavoro digitali, una volta che sarà in vigore il tanto atteso Accordo di Libero Scambio India-UE.
Le aziende dovrebbero prepararsi a una chiamata per i partecipanti ad agosto; l’accesso sarà probabilmente favorito per le imprese che già utilizzano il framework DigiLocker per emittenti aziendali in India o soluzioni eIDAS notificate dall’UE. I primi adottanti avranno l’opportunità di influenzare gli standard tecnici che potrebbero diventare lo standard per i futuri corridoi di mobilità tra le principali economie.
Nel progetto pilota, un gruppo selezionato di professionisti indiani in viaggio d’affari con visti Schengen potrà caricare preventivamente copie verificate della pagina biodati del passaporto, della patente di guida indiana e dei certificati universitari su DigiLocker. All’arrivo nell’UE, gli agenti di frontiera e i potenziali datori di lavoro autenticheranno questi documenti utilizzando le stesse API sicure che i cittadini europei useranno all’interno del mercato unico. In modo reciproco, i dirigenti UE in visita in India potranno condividere documenti d’identità certificati dal portafoglio digitale con le autorità di immigrazione e degli hotel indiani, sostituendo l’attuale prassi di fotocopie cartacee.
Per le multinazionali, le implicazioni sono rilevanti: code più rapide all’immigrazione, controlli KYC più fluidi per conti bancari temporanei e un possibile modello per accettare firme elettroniche nei contratti di lavoro locali. Le società di consulenza stimano che un flusso completamente digitale dei documenti potrebbe ridurre di 30-45 minuti ogni arrivo in aeroporto e abbreviare fino a una settimana i tempi di onboarding per i lavoratori temporanei.
Il progetto pilota durerà sei mesi sotto la supervisione tecnica della National e-Governance Division indiana e della Direzione Generale per le Reti di Comunicazione dell’UE. Le garanzie sulla privacy includono il riconoscimento reciproco delle decisioni di adeguatezza sulla protezione dei dati e registri di consenso controllati dagli utenti. Se avrà successo, i funzionari prevedono di estendere il programma a licenze professionali (medici, architetti), carnet doganali e persino permessi di lavoro digitali, una volta che sarà in vigore il tanto atteso Accordo di Libero Scambio India-UE.
Le aziende dovrebbero prepararsi a una chiamata per i partecipanti ad agosto; l’accesso sarà probabilmente favorito per le imprese che già utilizzano il framework DigiLocker per emittenti aziendali in India o soluzioni eIDAS notificate dall’UE. I primi adottanti avranno l’opportunità di influenzare gli standard tecnici che potrebbero diventare lo standard per i futuri corridoi di mobilità tra le principali economie.
Fonte: ETGovernment
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