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L’Austria Proroga i Controlli alle Frontiere Interne Schengen fino al 15 Settembre 2026

lug 25, 2026
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L’Austria Proroga i Controlli alle Frontiere Interne Schengen fino al 15 Settembre 2026
Il portale Schengen della Commissione Europea, aggiornato il 24 luglio 2026, conferma che l’Austria ha notificato un’ulteriore proroga di tre mesi dei controlli temporanei alle sue frontiere terrestri e fluviali con la Slovacchia, nonché alle frontiere terrestri con Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia. La misura, valida dal 16 giugno al 15 settembre 2026, è giustificata da Vienna con le “continue minacce alla sicurezza interna derivanti dalla migrazione irregolare lungo le rotte balcaniche” e dagli effetti indiretti della guerra in Ucraina e dell’instabilità in Medio Oriente.

L’Austria ha reintrodotto i controlli alle frontiere interne per la prima volta nel dicembre 2015, nel pieno della crisi migratoria europea. Da allora, i controlli sono stati ripetutamente prorogati ai sensi dell’articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen, che consente agli Stati membri di reintrodurre i controlli in circostanze eccezionali. L’ultima notifica è accompagnata da una valutazione del rischio che evidenzia la pressione costante sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, carenze nei servizi sociali di base e un aumento della minaccia terroristica.

L’Austria Proroga i Controlli alle Frontiere Interne Schengen fino al 15 Settembre 2026


Per i viaggiatori d’affari e i pendolari transfrontalieri, la decisione comporta il proseguimento dei controlli di identità e veicoli ai principali valichi, tra cui il corridoio A4 est-ovest e il collegamento ferroviario del Brennero, con possibili ritardi di 5-25 minuti nelle ore di punta. Le aziende con personale mobile sono invitate a prevedere tempi di margine nei programmi e a garantire che i dipendenti siano muniti di passaporto valido o carta d’identità nazionale anche per viaggi all’interno dell’area Schengen. I vettori che operano servizi regolari di autobus e treni devono mantenere aggiornati i registri passeggeri e prepararsi a ispezioni a campione.

Gli osservatori legali sottolineano che l’Austria si avvicina al limite cumulativo di due anni per le proroghe per “eventi prevedibili” previsto dal Codice delle frontiere riformato, il che significa che qualsiasi estensione oltre settembre richiederebbe una base giuridica diversa o un’azione coordinata a livello UE. Slovacchia e Slovenia, confinanti, finora hanno evitato misure reciproche, ma entrambi i governi hanno avvertito che controlli unilaterali prolungati potrebbero compromettere le catene di approvvigionamento regionali in caso di code di merci.

Le multinazionali sono invitate a monitorare la situazione tramite i bollettini quotidiani del Ministero dell’Interno e a valutare l’emissione di allerte di viaggio per il personale assegnato in Austria, Ungheria o Slovenia. Pur non interessando gli aeroporti, i viaggiatori via terra in arrivo da Bratislava o Brno devono aspettarsi controlli a campione almeno fino a metà settembre.
Fonte: European Commission – Migration & Home Affairs

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